ROMA, 8 LUGLIO 2005 - Camilleri tradisce la polizia per i carabinieri. Per una volta lo scrittore siciliano racconta ''un'indagine inedita'' - così recita in copertina
il nuovo libro della Mondadori - che ha per protagonista
il maresciallo Antonio Brancato, comandante della stazione dei carabinieri di Belcolle, piccolo paese dell'entroterra siciliano.
Il nuovo personaggio, nato quale strenna per il Calendario dell'Arma del 2005, ora esce in volume. Come per il commissario Montalbano, si tratta di un racconto tutto inventato, ma fino a un certo punto, perché Camilleri ha
un realismo che si lega a costumi e figure della sua Sicilia, reinventate per l'occasione.
Si trattava, in questo caso, di presentare
il ruolo sociale dei carabinieri, investigatori, poliziotti, amici, consiglieri e padri di famiglia, tanto che al maresciallo Brancato si rivolge la signora Matranga ''fimmina risoluta e di parola imperativa'', afflitta da un problema serio: suo figlio Marcuzzo di 12 anni ''ogni mattina inveci di andari alla scola, sinni va a spasso campagne campagne e non sente nè prighiere nè vastonate''. E il maresciallo che fa? ''Parlò a Marcuzzo, sempre più atterrito e sudatizzo, per una decina di minuti. Alla fine il dodicino solennemente giurò di non fare piu' assenze e la signora Matranga s'addichiarò soddisfatta''.
Sono 12 capitoli, uno per ogni mese in cui si articola la vicenda, in questo paesino su un monte sopra Cefalù, col mare all'orizzonte, ma gelido e nevoso d'inverno, come freddi e riservati sono i suoi abitanti montanari, che Brancato ci ha messo cinque anni per guadagnarsi la loro fiducia. Tanto che ora lo cercano tutti, per qualsiasi cosa, ma lui sa che spesso è quella apparentemente più sciocca a portare qualcosa di nuovo e inaspettato.