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REPORTER LIBERATO

REPORTER LIBERATO Roma, 4 novembre 2006 - E' atterrato alle 12.48 all'aeroporto militare di Ciampino l'aereo della presidenza del Consiglio che ha riportato in patria Gabriele Torsello, il fotoreporter sequestrato il 12 ottobre in Afghanistan e liberato ieri.

Ad attenderlo, in rappresentanza delle istituzioni, il ministro della Difesa, Arturo Parisi. Successivamente sono giunti allo scalo romano anche il presidente della Camera Fausto Bertinotti e il presidente del Senato Franco Marini che hanno conversato con il fotogiornalista.

"Grazie Italia, grazie Italia", sono state le uniche parole pronunciate da Torsello al suo arrivo. Suo padre, rimasto ad Alessano insieme a sua moglie e al nipote ha dichiarato: "Ho sentito al telefono Gabriele: si è commosso".

PRIME INDAGINI
Poco dopo le 13 Torsello si è recato nell'ufficio del Pm Franco Ionta all'interno della Procura di Roma. Nella stanza presenti anche gli altri magistrati Pietro Saviotti ed Ermilio Amelio.

Il fotoreporter, sentito come persona informata sui fatti, è chiamato a chiarire le modalità del suo sequestro. Gli inquirenti vogliono in particolare chiarire alcuni aspetti connessi ai luoghi dove Torsello è stato tenuto in prigionia e a chi ha gestito le diverse fasi del sequestro.

Torsello ha raccontato che, dopo quattro giorni, i rapitori lo fecero uscire con violenza dalla stanza di una delle prigioni dove lo hanno tenuto segregato e che in quel momento era certo che lo avrebbero ucciso.

Secondo quanto riferito da Torsello, quel giorno in cui ''con violenza'' lo avevano fatto uscire dalla prigione era scaduto l'ultimatum secondo cui si sarebbe dovuto fare lo scambio con l'afghano che ha chiesto asilo in Italia dopo essersi convertito dall'islam al cristianesimo.

"E' stata un'esperienza molto intensa, molto forte, ma adesso ho raggiunto una situazione di tranquillità interiore" ha dichiarato Torsello. Il fotografo ha raccontato di essere rimasto per 23 giorni incatenato, al buio, in una situazione in cui non avevamodo di parlare, "senza essere informato dei fatti".

SOLLIEVO E POLEMICHE
Rallegrandosi per il rientro a casa di Gabriele Torsello, in una giornata che le forze armate hanno intitolato "A difesa della speranza", il ministro della Difesa Arturo Parisi ha rinnovato il suo ringraziamento verso tutto il personale del Servizio di Informazione e Sicurezza Militare, "che si è adoperato ancora una volta per la libertà e la vita umana al servizio della Repubblica". E' quanto si apprende da un comunicato della Difesa.

Il ministro "ha pregato poi il direttore del Sismi di trasmettere il suo apprezzamento a quanti hanno personalmente cooperato alla riuscita dell'operazione agendo nel silenzio e nella riservatezza con generosità e professionalità, senza riguardo alcuno ai gravi rischi che in occasioni come queste essi corrono, come ci ha insegnato con la sua azione e con il suo sacrificio Nicola Calipari".

Non manca, però, anche la polemica politica, sull'onda della pubblica rivendicazione di merito per l'operazione fatta in tv dal capo del Sismi, Nicolò Pollari. Il numero 1 del Sismi ha incassato i complimenti e i ringraziamenti dei ministri della Difesa e degli Esteri, ha ricevuto una telefonata di congratulazioni da Silvio Berlusconi, è stato ricevuto a Palazzo Chigi, ha parlato al Tg2 e al Tg5. Una improvvisa 'visibiiltà in positivo' che ha fatto subito ipotizzare - anche da parte della sinistra - un allungamento dei tempi per il cambio al vertice del Sismi.

Il capo dell'Unità di Crisi della Farnesina, Elisabetta Belloni, l'ambasciatore Sequi ed Emergency vanno ripetendo di non avere notizie su un eventuale riscatto pagato per la liberazione, malgrado corrano molte voci a riguardo.









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