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ISTANBUL / CONTRO BENEDETTO XVI

ISTANBUL / CONTRO BENEDETTO XVI Istanbul, 22 novembre 2006. - Una quarantina di nazionalisti turchi ha occupato oggi Santa Sofia, uno degli edifici più celebri di Istanbul, oggi museo, per protestare contro l'imminente visita di Papa Benedetto XVI. Il Pontefice si recherà in Turchia dal 28 novembre al 1 dicembre. I manifestanti sono stati tutti arrestati.

Decine di uomini sono entrati nell'edificio urlando all'unisono "Allah Akbar" (Allah è grande). I nazionalisti islamici hanno ripetutamente urlato un monito al Pontefice: "Papa, non commettere l'errore di sfidare la nostra pazienza".

Il leader del gruppo ha quindi letto un comunicato in cui si afferma che Benedetto XVI ha offeso la comunità musulmana per il nesso tra islam e violenza citato nel discorso pronunciato all'Università di Ratisbona, in Germania, lo scorso settembre.
La lettura del comunicato è stata interrotta dall'irruzione della polizia.

I dimostranti sono membri del gruppo di islamici di estrema destra Partito della Grande Unione, già protagonista di altre proteste contro la visita del Pontefice.

LA PROSSIMA VISITA DEL PAPA
Benedetto XVI sarà in visita in Turchia dal 28 novembre al primo dicembre, e ha in programma per giovedì 30 novembre una visita ad Haghia Sofia, uno degli edifici più famosi di Istanbul. Eretta nel VI secolo dall'Imperatore Giustiniano, Haghia Sofia (Saggezza divina), o Santa Sofia, fu la più grande chiesa della Cristianità fino al 1453, quando Costantinopoli, oggi Istanbul, cadde sotto il dominio dell'Impero Ottomano.
L'edificio venne allora trasformato in moschea e rimase tale fino al 1930, quando il grande rifomatore turco, Kemal Ataturk, decise di trasformarla in un museo aperto a tutti, a prescindere dalla confessione religiosa. Non si tratta di un museo in senso stretto, con opere in mostra, in quanto è lo stesso edificio a essere diventato museo.

IL VATICANO: 'SIAMO SERENI'
"Mi pare che non ci siano particolari novità, siamo sereni nel complesso della preparazione e queste proteste non destano preoccupazione. Si tratta di fatti che non mettono in questione assolutamente il clima generale di attesa e di serenità in cui pensiamo si svolgerà il viaggio del Papa".
E' questo il commento a caldo del direttore della sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, contattato sulla protesta di 40 nazionalisti turchi che hanno occupato il museo di Santa Sofia.

LA CONDANNA DI ANKARA
Il ministro della Cultura turco, Atilla Koc, ha condannato la protesta del movimento islamico di estrema destra, Partito della Grande Unione, che oggi ha occupato la vecchia basilica bizantina Santa Sofia.
"Non è ammissibile un raid contro un centro culturale o un luogo di preghiera, a prescindere da quale che sia la ragione - ha detto il ministro - si tratta di un episodio orribile".









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