Allarme degli esperti "Tanti paesi a rischio"
Anticipazioni del rapporto intergovernativo sui cambiamenti climatici che verrà presentato venerdì a Bruxelles. Alcuni paesi corrono pericoli già nel breve periodo
Bruxelles, 1 aprile 2007 - L'allarme clima desta sempre piu' preoccupazioni tra gli esperti mondiali. Un rapporto intergovernativo sui cambiamenti climatici - aggiornato con gli ultimi sviluppi sull'evoluzione dell'effetto serra - sara' presentato venerdi' prossimo a Bruxelles. E dalle anticipazioni uscite c'e' poco da stare tranquilli, soprattutto per una sessantina di Paesi poveri di Africa, Asia e America Latina, che corrono rischi enormi gia' nel breve periodo.
Per mettere a punto il rapporto, da domani si riuniranno nella capitale belga scienziati di tutti il mondo che fanno parte del Gruppo intergovernativo di esperti sull'evoluzione del clima (Giec), istituito dall'Onu. I risultati dello studio - condotto da circa 2.500 scienziati - saranno poi portati all'attenzione del prossimo G8. Sono risultati poco confortanti, che confermano come la temperatura della superficie terrestre continuera' inesorabilmente a surriscaldarsi - salendo in media di oltre 6 gradi nei prossimi dieci anni - senza un contrasto efficace alle emissioni inquinanti. Non solo: il surriscaldamento della superficie terrestre produrra' sempre piu' nei prossimi anni fenomeni catastrofici, soprattutto nei Paesi del Terzo mondo: cicloni e precipitazioni di intensita' record, inondazioni, siccita', erosione delle coste. Di qui il rischio di cronica mancanza di cibo e acqua, e quindi di incontrollabili ondate migratorie verso i Paesi piu' sviluppati.
Uno scenario catastrofico che ha un'orizzonte temporale molto vicino: i primi effetti, infatti, si materializzeranno gia' entro i prossimi 20 anni. I primi ad avere problemi seri - secondo il rapporto degli esperti mondiali - saranno milioni di cittadini latinoamericani e africani. Piu' in la', dal 2050 circa, sara' la volta dell'Asia, dove addirittura fra poco piu' di 30 anni si porra' il problema dello scioglimento dei ghiacciai della catena dell'Himalaya. Dal 2080, poi, se non si si interverra' per invertire la tendenza, gli esperti prevedono che il 20-30% delle specie animali e vegetali saranno minacciate di estinzione. E riesploderanno malattie tropicali oggi sparite o tenute sostanzialmente sotto controllo.
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