Prodi: "Sei mesi all'estero
siano d'obbligo per laurearsi"
La proposta del premier: "per ottenere una laurea in qualsiasi università europea diventino necessari sei mesi trascorsi all'estero, come studenti, o come lavoratori in azienda, o prestando servizio civile". Mussi: "Obbligatorio no, ma potenziamo l'Erasmus"
Bologna, 9 maggio 2007 - Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, da Bologna propone che per ottenere una laurea in qualsiasi università europea diventino necessari sei mesi trascorsi all'estero, come studenti, o come lavoratori in azienda, o prestando servizio civile.
"Dobbiamo far sì che per prendere una laurea in qualsiasi università europea diventino necessari sei mesi in un altro paese europeo, a fare l'Erasmus, a lavorare in azienda oppure a prestare servizio civile - spiega Prodi dal palco di 'Venti di Erasmus', la manifestazione per il ventennale del progetto di scambi per studenti universitari -.
Dobbiamo rafforzare l'Erasmus e andare al di là, dobbiamo incentivare tutti i nostri giovani alla mobilità. Quando ero presidente della Commissione - ricorda il premier - ho proposto che fossero necessari sei mesi in qualsiasi paese europeo, di trasformare l'Erasmus in una sorta di programma obbligatorio per tutti gli studenti europei. Di recente questa proposta ha cominciato a fare breccia, e mi fa molto piacere che questa breccia abbia l'accordo di Delors - prosegue il premier riferendosi al presidente emerito dell'Unione europea - facciamo una battaglia convinta su questo, allargare l'Erasmus ad altri tipi di esperienze al di fuori del paese, per comprendervi anche stage in azienda e servizio civile in Europa".
Il ministro dell'Universita' e della ricerca Fabio Mussi, anche lui come il premier a Bologna per celebrare il ventennale del celebre scambio internazionale, incalzato dai giornalisti ha un attimo di esitazione: "Erasmus Obbligatorio?". Dopo un istante il ministro trova la parola giusta: "potenziarlo, si'". Magari anche facendo in modo che "la neonata Agenzia di valutazione" degli Atenei guardi a "mobilita' e internazionalizzazione" come "fattori cruciali" appunto nel dare i voti alle Universita'. Progetti per il futuro a parte, Mussi oggi ha voluto sottolineare lo straordinario valore e gli straordinari risultati ottenuti con il programma Erasmus: "i giovani di tutta Europa -ricorda il ministro- si sono affrontati morendo a milioni", mentre ora "grazie all'Erasmus attraversano le frontiere per "scambi culturali e di conoscenza" questo, secondo il ministro, "la pace che trionfa sulla guerra".
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