Fassino 'candida'
Walter Veltroni
"I Ds lo voteranno"
Il segretario dei Ds a sorpresa incorona il sindaco di Roma: "Mi auguro che Walter si decida". Finocchiaro: "Ci sono anch'io". Rutelli: "Scelta prematura"
Roma, 20 giugno 2007 - Il segretario dei Ds Piero Fassino si augura che Walter Veltroni sciolga la sua riserva e si candidi a guidare il futuro Partito democratico. "Mi auguro che Walter risolva positivamente la sua riflessione, candidandosi come segretario del Partito democratico", ha detto Fassino al termine di un incontro con il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli.
"Sarebbe una candidatura che sono sicuro tutti i Ds sosterrebbero e che troverebbe grande consenso nel Paese", ha aggiunto.
FINOCCHIARO: "CI SONO ANCH'IO"
«I candidabili sono molti, e tra questi ci sono anch'io. Serve un consenso largo, e occorre che qualcuno faccia un passo avanti, e magari che qualcun altro faccia un passo indietro. Soprattutto, non deve esser una guerra di candidati», dice da parte sua Anna Finocchiaro in una intervista a 'la Stampà.
Il segretario del Pd potrà essere il candidato premier? «Non lo escludo, certo. Perchè dovrei - risponde la presidente dell'Ulivo al Senato - Questo è tutto da vedere, dipenderà dalle regole delle primarie, dal loro esito, e soprattuto dalle vicende politiche dei prossimi mesi, dalla vitalità e dalla forza di questo partito nuovo".
Ancora, l'esponente dei Ds dice: "Io non sono l'ancella di nessuno, e tantomeno D'Alema ha mai pensato di fare patronage sulla mia persona; sono libera di candidarmi, come almeno altre dieci persone del mio partito, senza che nessuno si senta autorizzato a pensare che dietro una donna c'è sempre un uomo".
RUTELLI: "SCELTA PREMATURA"
Francesco Rutelli liquida come «assolutamente prematuro anche solo discutere» se si candiderà alle primarie per la scelta del leader del PD e applica lo stesso riserbo alle scelte di Walter Veltroni («lo stimo e le affinità tra noi sono tante. Sta riflettendo. Tocca a lui decidere e riflettere») ma intanto assicura che «comunque vada non ci sarà un solo candidato e non basterà un confronto tra personalità. La vera partita delle primarie saranno i contenuti».
Ed' è proprio la «sfida nella quale ciascuno tirerà fuori le sue idee» il tratto principale che il vicepremier e leader della Margherita mette in evidenza. Rutelli esclude una competizione tra premier e vincitore delle primarie: «Non vedo questo rischio, anzi. Il Partito democratico nasce con l'ambizione di sostenere e rinnovare l'azione del governo».
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