• CINEMA
  • BENESSERE
  • INCONTRI
Mooovie
Dieta Club
trova l'anima gemella
QNET Syndication
        

Leggi il giornale         Prova GRATUITA

GIALLO DI GARLASCO

"Crudeltà e motivi futili e abietti" per Alberto Stasi

E' quanto scritto nell'avviso di accertamenti tecnici che il pm ha inviato alle parti: in caso di condanna implicherebbero l'ergastolo.  Vertice in procura per nominare i consulenti che effettueranno gli esami sui reperti. Il pm ha incaricato tre uomini del Ris, i difensori due docenti di Ferrara

Commenta la notizia 

Chiara Poggi, ragazza uccisa a Pavia GARLASCO (Pavia), 30 AGOSTO 2007 - "Motivi futili e abietti" e aver adoperato sevizie o agito con crudeltà rispetto alle persone": nell'avviso di garanzia per omicidio volontario consegnato il 20 agosto ad Alberto Stasi per l'omicidio di Chiara Poggi vengono contestate anche queste due aggravanti generiche, ma specifiche del reato di omicidio. Aggravanti che in caso di condanna implicherebbero la pena dell'ergastolo.

Non ci sono al momento conferme ufficiali, e le due aggravanti non costituirebbero una particolare novità dal punto di vista delle contestazioni dei magistrati nei confronti del fidanzato di Chiara Poggi, anche perché fino al rinvio a giudizio il capo di imputazione può comunque essere modificato.


CAUTELA SULLE  IMPRONTE

Per quanto riguarda le impronte trovate nella villetta di via Pascoli 8, gli inquirenti rimangono molto cauti e smentiscono che nella taverna-cantina siano state rinvenute impronte appartenenti a persone finora non prese in considerazione dall'indagine. Gli inquirenti continuano a ribadire che le "indagini proseguono in tutte le direzioni" e considerano "prive di fondamento allo stato dei fatti" le tante, troppe, voci che si moltiplicano in questi giorni.

 

VERTICE IN PROCURA

È  iniziato verso l'ora di pranzo un vertice in Procura a Vigevano per nominare i consulenti che effettueranno gli esami irripetibili sui reperti individuati nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio di Chiara. Un incontro in cui il pm Rosa Muscio titolare dell'inchiesta conferirà l'incarico a tre esperti del Ris per effettuare i primi esami. Si tratta di tre uomini del Reparto investigazioni scientifiche di Parma: un esperto di dattiloscopia, un biologo e un informatico.


Anche gli avvocati Giovanni Lucido, difensore di Alberto Stasi, e Gian Luigi Tizzoni che assiste la famiglia Poggi sono in Procura per nominare propri consulenti.


Sono numerosi i reperti da analizzare, a cominciare dal computer di Alberto che ha sempre sostenuto di stare lavorando alla sua tesi di laurea, durante le ore compatibili con il delitto della sua fidanzata. I consulenti dovranno analizzare l'hard disc per stabilire se il computer di Alberto fosse acceso e venisse utilizzato nella mattinata del 13 agosto scorso.

Poi si proseguirà ad analizzare i numerosi reperti tra cui le impronte digitali, i residui di sangue, i reperti biologici e anche le scarpe di Alberto, il primo a scoprire il cadavere, che apparentemente non sono sporche di sangue in una scena che invece ne era piena. Al vertice in Procura sono anche presenti il colonnello dei carabinieri di Pavia Giancarlo Sangiuliano e il capitano di Vigevano Gennaro Cassese.

 

ACCERTAMENTI SULLE TRACCE

Da lunedì prossimo via libera ai primi accertamenti, da parte del Ris di Parma e dei consulenti di parte, sulle tracce ematiche e le impronte trovate nella villetta di via Pascoli dove Chiara è stata uccisa il 13 agosto scorso. Primi accertamenti solo su tracce ematiche e impronte, mentre non c'è ancora una data certa sugli accertamenti che riguardano il computer di Alberto Stasi, fidanzato della vittima. Alberto ha sempre sostenuto che, nelle ore compatibili con il delitto, era davanti al computer per completare la sua tesi di laurea.


Il legale di Alberto, Giovanni Lucido, ha chiesto stamane in Procura a Vigevano «una riserba di incidente probatorio per avere la possibilità che l'accertamento possa poi essere utilizzato come prova». Una procedura che consente di svolgere i primi accertamenti in modo più rapido. L'intenzione, ha sottolineato il legale, è quella di accorciare i tempi: «I ritardi nuociono e nuociono a tutti».


L'avvocato Lucido ha nominato due periti di parte: Francesco Maria Avato, docente dell'Università di Ferrara e Matteo Fabri, biologo dello stesso ateneo.

 

IMPRONTE DI UNO SCONOSCIUTO di Stefano Zanette

IMPRONTE di uno sconosciuto. Non dei familiari di Chiara, né del fidanzato. Le avrebbero trovate i Ris, tornati ieri mattina a Garlasco, nella villetta dove 17 giorni fa è stata uccisa Chiara Poggi, la ventiseienne massacrata, con cinque colpi al volto e alla nuca con un oggetto mai individuato. Gli specialisti arrivati da Parma sono entrati poco dopo le 9 e mezzo e sono usciti poco più di quattro ore dopo, ufficialmente per prelevare quei reperti che erano stati lasciati sulla scena del crimine, sottoposti all’azione di reagenti chimici.

Un sopralluogo di routine, minimizzano gli inquirenti: dalla procura è stato annunciato un comunicato stampa con gli aggiornamenti sull’inchiesta, ma solo per il fine settimana. Ma in realtà sarebbero emerse delle novità, ufficialmente smentite dagli investigatori: delle impronte digitali, trovate sia sulla porta della tavernetta, nel seminterrato, sia sulle scale, sulle quali è stato trovato il corpo di Chiara. Impronte di una persona sconosciuta che, in base ai primi confronti non sembrerebbero appartenere né ai familiari né all’unico indagato, il fidanzato, 24enne Alberto Stasi.

 

CRESCE dunque l’attesa per i risultati delle analisi dell’altro materiale repertato dal Ris, anche se paiono sconfortanti le indiscrezioni che rimandano a fine settimana l’avvio degli accertamenti sui vestiti ritrovati da un agricoltore a una decina di chilometri da casa Poggi, nello stesso cavo Briè che costeggia il retro della villetta. E dire che il giallo di Garlasco si era subito guadagnato la priorità assoluta a livello nazionale, non solo per il cosiddetto circo mediatico, ma soprattutto per la scientifica dei carabinieri. «Non siamo al Csi, dove in mezz’ora si fa tutto», aveva sottolineato il procuratore Lauro.

 

MA TRA i tempi televisivi e quelli della giustizia potrebbe esserci una via di mezzo. Perché qualsiasi laureato in scienze biologiche può confermare che bastano pochi minuti per sapere se una macchia sia di sangue o di vernice, e un paio d’ore per a distinguere il sangue umano da quello animale. Forse i tempi lunghi per le analisi sui vestiti sono legati alla scarsa fiducia degli inquirenti sull’attinenza del ritrovamento al caso di Garlasco?

I TEMPI sembrano lunghi un po’ per tutto, anche per elementi che sembrerebbero decisivi per le indagini. Solo oggi il sostituto procuratore Rosa Muscio dovrebbe infatti conferire ufficialmente gli incarichi per alcuni dei cosiddetti accertamenti irripetibili, affidati proprio agli esperti del Ris.

IN REALTÀ la tempistica avrebbe anche una sua logica perché, terminata ieri la fase dell’acquisizione dei reperti, da oggi può partire quella delle comparazioni, per esempio tra le tracce biologiche trovate sulla scena del crimine e il Dna dei familiari e degli abituali frequentatori della casa di via Pascoli, fra cui il fidanzato di Chiara, Alberto Stasi, l’unico indagato. Ma tra gli accertamenti irripetibili, c’è anche la verifica tecnica sul computer di Alberto, che ne dovrebbe confermare l’alibi. Con la modalità dell’incidente probatorio, l’indagato ha il diritto di nominare uno o più consulenti di parte. E passeranno così ancora alcuni giorni per quello che nell’opionione di un non addetto ai lavori dovrebbe essere la cosa più banale per dare il via alle indagini, ovvero la verifica di quanto dichiarato da un sospettato.

SECONDO quanto detto subito, Alberto sarebbe stato al computer a lavorare alla tesi per tutta la mattinata del 13 agosto. Forse anche per questo, perché non è ancora stato verificato tecnicamente il suo alibi, l’inchiesta prosegue a 360 gradi. Ancora ieri, con la continua raccolta di deposizioni di parenti, amici, conoscenti e vicini di casa di Chiara.

  • 30/08/2007 22:24

    Come cittadina di questo Paese sono davvero preoccupata per il modo di fare giustizia. Sono stufa di sentire accusare persone senza averne certezza. Chiunque può trovarsi al posto dell'imputato di turno. Sono stanca di vedere gente che si sa colpevole di omicidi, stare fuori dalle galere, per interpretazione benevola delle leggi. Troppe incongruenze, da lasciare una ombra pesante sulla preparazione e sulla coscienza di chi per lavoro ( strapagato) giudica altri.
  • 31/08/2007 08:04

    Il diritto italiano parla di presunzione di innocenza. Ma chi ha scritto pare non lo sappia. Lasciare fare il lavoro agli inquirenti con onestà intellettuale, il colpevole uscirà certamente e chiunque sia dovrà pagare duramente, ma nel frattempo abbiate rispetto.
  • Sono presenti 2 commenti
 

FOTO DEL GIORNO

Maria Sharapova

Fascino in campo

Sul cemento di Flushing Meadows, quest'anno, non si gioca solo a tennis. L'Us Open newyorchese ha messo in campo una straordinaria carica di glamour grazie ai completi sexy delle atlete. La portabandiera è la russa Maria Sharapova

Leggi la notizia