LONDRA, 7 settembre 2007 - LUCIANO PAVAROTTI e la principessa Diana non potevano essere due personaggi più diversi, ma tra loro era nato un rapporto d’amicizia molto forte, che aveva stupito il mondo. Lei così timida, aristocratica, bellissima, aveva stregato il grande tenore italiano, estroverso, sanguigno, popolare.
AMBEDUE ERANO amatissimi dalla gente comune e forse questa era una delle cose che più li univa. I due si erano per la prima volta visti al concerto dato da Pavarotti nel 1991 a Hyde Park, il parco centrale di Londra, per festeggiare i suoi 30 anni di lirica. Lei era ancora sposata con Carlo e ambedue, nonostante quella sera ci fosse un vero e proprio diluvio, si presentarono per sentirlo cantare, essendo rimasti incantati l’anno prima, dalla sua straordinaria interpretazione del Nessun Dorma in occasione dei Mondiali 1990. Quell’inno di Italia ’90 conquistò così tanto gli inglesi che, a grande richiesta, Pavarotti tenne un grande concerto l’anno dopo a Londra ed è in quella città che lui e la principessa si strinsero la mano per la prima volta.
Secondo gli amici di Pavarotti, lui rimase incantato non solo dalla grazia di Diana ma anche dal suo desiderio di aiutare il prossimo e, naturalmente, dai suoi splendidi occhi. Da sempre coinvolto in diverse cause di beneficienza, il tenore si trovò subito a proprio agio con Diana principessa e si ripromise di aiutarla nelle cause di cui lei era appassionata.
I due si mantennero in contatto con telefonate regolari e il rapporto d’amicizia sbocciò. Stando alle parole del maggiordomo di Diana, Paul Burrell, la principessa trovava Pavarotti un personaggio "irresistibile". Colpita dall’incredibile bellezza della sua voce e dalla potenza del suo canto, che era stato capace di commuoverla, Diana aveva preso in grande simpatia Pavarotti e lo stimava moltissimo.
«ALL’INIZIO si sentiva intimidita da lui», racconta Burrell nelle sue memorie, «ma poi, conoscendolo un po’ meglio, si era rilassata in sua presenza e i due andavano d’accordissimo». Tanto d’accordo che lei fu ospite a Modena di uno dei concerti dati da lui sotto l’egida Pavarotti and Friends, e lui poi la aiutò nella campagna anti-mine in Angola, grazie al suo ruolo come «messaggero di pace dell’ONU».
QUANDO la principessa morì, il 31 agosto di 10 anni fa, Pavarotti fu scelto per cantare al suo funerale. Lui però dovette rifiutare perché non se la sentiva, la morte prematura di Lady D lo aveva colpito moltissimo. All’inizio non voleva nemmeno andare al funerale, perché aveva detto di soffrire troppo, poi però aveva cambiato idea. Alle pressanti domande dei giornalisti, che gli chiedevano perché avesse rinunciato all’onore di cantare – onore poi accettato da Elton John, un altro caro amico della principessa – Pavarotti rispose: «Perché non si può cantare con il dolore in gola».
Dopo il funerale, Pavarotti e altri 35 cantanti – tra cui Bono, Elton John, David Bowie e Paul McCartney – firmarono un cd dedicato alla principessa i cui proventi andarono in carità. Proprio quest’anno, il tenore e la principessa sono apparsi insieme su un francobollo celebrativo emesso dalla Repubblica della Guinea per ricordare Diana e i suoi amici più cari.
di Deborah Bonetti
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