Vienna, 9 settembre 2007 - Da Vienna, dove oggi conclude un viaggio in Austria di tre giorni, il Papa ribadisce l'importanza della domenica come giorno festivo e mette in guardia dal rischio, proprio della società attuale, di trasformare il "tempo libero" in "tempo vuoto".
"La domenica, nelle nostre società occidentali, si è mutata in un fine-settimana, in tempo libero. Il tempo libero, specialmente nella fretta del mondo moderno, è certamente una cosa bella e necessaria", ha detto Benedetto XVI nell'omelia della messa che ha celebrato nel duomo di Santo Stefano, che si trova al centro di un dedalo di viuzze del centro di Vienna.
Alla cerimonia hanno preso parte migliaia di fedeli e fuori dalla chiesa erano raccolti molti fedeli con impermeabili gialli per proteggersi dalla pioggia. La celebrazione è stata eseguita in base alla 'Missa cellensis' composta da Joseph Haydn nel 1782. "Ma se il tempo libero non ha un centro interiore, da cui proviene un orientamento per l'insieme - ha aggiunto - esso finisce per essere un tempo vuoto che non ci rinforza e ricrea". Per Ratzinger anche il tempo libero "necessità di un centro", ossia "l'incontro" con Dio, "nostra origine e nostra meta". Per il Papa l'uomo odierno ha bisogno della domenica festiva.
Alla messa erano presenti rappresentanti dell'Alleanza per la domenica libera (Allianz fuer den freien Sonntag), un cartello di organizzazioni cattoliche e protestanti che fanno pressione affinché a livello federale si ostacolino le iniziative regionali tese a liberalizzare il commercio di domenica. Anche il cardinale Christoph Schoenborn, arcivescovo di Vienna, ha citato il problema introducendo la messa. Il Papa, da parte sua, ha sottolineato l'importanza di mantenere la domenica festiva ricordando i cristiani in Tunisia nel 304 che sfidavano il divieto statale di interrompere il lavoro per celebrare la domenica. "Per quei cristiani la celebrazione eucaristica domenicale non era un precetto, ma una necessità interiore", ha detto. "Senza colui che sostiene la nostra vita col suo amore, la vita stessa è vuota. Lasciar via o tradire questo centro toglierebbe alla vita stessa il suo fondamento, la sua dignità interiore e la sua bellezza".
"Abbiamo bisogno del contatto con il (Cristo, ndr.) risorto, che ci sorregge fin oltre la morte", ha detto il Papa. "Abbiamo bisogno di questo incontro che ci riunisce, che ci dona uno spazio di libertà, che ci fa guardare oltre l'attivismo della vita quotidiana verso l'amore creatore di Dio, dal quale proveniamo e verso il quale siamo in cammino".
Sostenendo in questo senso la necessità di persone capaci di "creare delle oasi di amore disinteressato in un mondo, in cui tanto spesso sembrano contare solo il potere ed il denaro", Benedetto XVI ha citato, oltre ad altre figure della storia della Chiesa, madre Teresa di Calcutta - di cui è di recente caduto il decimo anniversario della morte - e padre Pio. Al contrario, ha sottolineato, "chi vuol soltanto possedere la propria vita, prenderla solo per se stesso, la perderà". "L'irrequieta brama di vita che oggi non dà pace agli uomini finisce nel vuoto della vita persa", ha aggiunto. Tra le persone che hanno assistito alla messa, iniziata alle 10, c'è anche il fratello, l'anziano monsignor Georg Ratzinger.
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