Roma, 18 ottobre 2007 - "L'ho detto più volte, credo che il mio ruolo istituzionale mi imponga di dimettermi e lasciare la politica come ultimo atto d'amore verso questa terrà che ho servito per oltre 20 anni". Lo ha detto il presidente della regione siciliana, Salvatore Cuffaro, nel corso della trasmissione de La 7, 'Otto e mezzo' dedicata a "Il processo a Totò Cuffaro".
"Mi dimetterei dopo la prima condanna - ha spiegato - la Sicilia, merita questo rispetto" ha concluso.
La Procura di Palermo, al termine della requisitoria del processo 'talpe alla Dda' ha chiesto la condanna di Cuffaro ad 8 anni di reclusione per favoreggiamento aggravato e rivelazione di segreto d'ufficio.
L'INTERVISTA
Intenzioni diffusamente rivelate anche in un'intervista a "Italia Oggi": "Sono stanco. Se sarò condannato lascio tutto. Non posso restare alla Regione con un'accusa così infamante", dice il governatore.
Nella sua lunga intervista, Cuffaro, pur difendendosi dalle accuse, si dice dunque «stanco» di quanto passato in questi anni, ma racconta anche come è cambiata la sua terra negli ultimi anni, spiegando che i siciliani si sono "scoperti imprenditori". Cuffaro, inoltre, sottolinea come «nè io nè i miei avvocati abbiamo mai protestato, chiesto nulla. Abbiamo accettato l'iter processuale che ci veniva proposto. Abbiamo scelto di difenderci dentro il processo".
Nell'intervista Cuffaro sottolinea che "dopo la richiesta dei pm l'ex premier e numero uno di Forza Italia, Silvio Berlusconi, gli ha telefonato. "È stato commovente", commenta il presidente della regione Sicilia che sottolinea come "l'intervento esterno della Procura sul processo in corso rischia di condizionarlo non poco" e che si è trattato di un intervento "che ci ha colto di sorpresa e che a quanto pare non ha precedenti nella storia giudiziaria italiana".
Cuffaro ricorda ancora che da parlamentare europeo ha "rinunciato all'immunità davanti alla prima indagine" e che dopo la sua rielezione a senatore della Repubblica ha "rinunciato anche in questo caso alla una immunità che avrebbe potuto fare comodo".
"Ho accettato che continuasse il processo -aggiunge- e sono stato rispettoso delle istituzioni della magistratura. Non mi sembra -continua - che una parte della procura abbia avuto lo stesso rispetto se non per la mia persona, almeno per l'istituzione che rappresento".
Il governatore parla anche della situazione imprenditoriale in Sicilia, sottolineando che il ministro Padoa-Schioppa "vuole riaumentare l'Irap anche alle imprese anti pizzo" e che se "la politica non intercettasse la voglia di sviluppo dei siciliani, la Sicilia crescerebbe più velocemente".
"Con diecimila pagine di giornale contro di me ho dovuto continuare a vivere, a lavorare, a incontrare la gente" è un altra affermazione del governatore che interviene anche sulle primarie e sul nuovo leader del Partito democratico. Walter Veltroni, afferma Cuffaro, "è stato scelto come leader del Paese non del Pd. Ora ci porti al voto".
Un cerchio blu notte con l'indicazione 'liberal democratici" in alto, l'abbreviazione in maiuscolo 'LD' al centro e un tricolore in basso con la scritta 'per il rinnovamento'. Questo il simbolo del movimento presentato da Lamberto Dini