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RAPPORTO ONU

Un milione di bimbi testimone di violenza

In famiglia, sottolinea il dossier, si consuma la violenza più nascosta e più grave. L'esperto: "Istituire un'autorità garante dell'infanzia" Commenta

Donna che subisce violenza Roma, 29 ottobre 2007 - Un milione di bambini in Italia è vittima della violenza assistita, 'di riflesso':  ogni anno assistono a episodi di violenza e maltrattamenti all'interno delle mure domestiche; nel mondo si calcolano almeno 275 mln i bambini che ogni ano subiscono questa forma di violenza.


Sono le cifre che Paulo Sergio Pinheiro, l'esperto indipendente che ha curato lo Studio delle Nazioni Unite sulla violenza nei confronti dei minori, ha illustrato a Roma nel corso di un seminario organizzato da Save the Children in collaborazione con la Commissione parlamentare dell'infanzia.
In famiglia, sottolinea il dossier, si consuma la violenza più nascosta e più grave, hanno sottolineato gli esperti durante la conferenza stampa. Da studi condotti in 21 Paesi industrializzati infatti, circa il 36% delle donne e il 29% degli uomini dichiarano di avere subito in famiglia abusi e violenze sessuali durante l'infanzia.

"E' solo la punta dell'iceberg - ha dichiarato Pinheiro - i dati reali non li abbiamo perché purtroppo i diritti umani si fermano alla porta di casa. I bambini sono ancora considerati proprietà dei genitori". 

 

 "Tutti siamo d'accordo che i bambini debbano essere protetti da ogni forma di violenza, eppure ogni anno milioni di bambini nel mondo sono vittime di violenza", ha sottolineato l'esperto dei diritti umani Paulo Sergio Pinheiro durante il seminario di Roma che ha voluto ricordare il rapporto Onu 2006 nell'ambito delle iniziative del Day of action, una giornata dedicata da Save the Children in tutto il mondo alla mobilitazione contro la violenza dei bambini.


Secondo il rapporto Onu, ha ricordato Pinheiro, sono 218 milioni i minori che lavorano e di questi ben 126 milioni sono impiegati in attività rischiose. In particolare 5,7 milioni di bambini sono costretti al lavoro per estinguere un debito, 1,8 milioni sono vittime della prostituzione e pornografia, 1,2 vittime del traffico.
In Italia alcune ricerche sottolineano che sono ancora tra i 450 e i 500mila i minori tra i 10 e i 14 anni vittime dello sfruttamento economico, costretti al lavoro precoce e spesso il primo passo è l'impresa familiare.


Per i minori che vivono in strada, soprattutto nei Paesi non occidentali, la causa di morte principale è l'assassinio: 53mila i bambini fra 0 e 17 anni uccisi nel 2002.
Ma i luoghi cosiddetti protetti si rivelano a rischio, come la scuola, un luogo dove la violenza a volte è autorizzata perché considerata "educativa". Oltre un miliardo e 250mila bambini - ha sottolineato Pinheiro durante il seminario - vive in Paesi dove le punizioni fisiche da parte degli insegnanti sono legali.


Secondo una ricerca condotta in 16 Paesi in via di sviluppo la percentuale di bambini che afferma di essere stata vittima a scuola di atti di bullismo varia dal 20% al 65%. I fenomeni sono inoltre in crescita su Internet, ha spiegato l'esperto Onu, grazie alla garanzia dell'anonimato.


Contro "queste prigioni mascherate", come possono essere la scuola, i centri di assistenza e la stessa famiglia, occorre secondo Pinheiro intervenire: "Anche la famiglia deve essere democratica". "Non si devono criminalizzare i genitori - ha precisato - ma i loro comportamenti devono essere educati, contro ogni percezione autoritaria. E gli Stati non si stanno sufficientemente impegnando".


L'esperto Onu ha infine sollecitato anche l'Italia a istituire un'autorità garante per l'infanzia ed ha invitato tutti i 17 Paesi europei che ancora non l'hanno fatto ad adottare una legislazione che vieti le punizioni corporali all'interno della famiglia.

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