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Esteri

STATO D'EMERGENZA IN PAKISTAN

Musharraf sospende la Costituzione
"E' in pericolo l'unità del Paese"

La decisione per fare fronte all'insurrezione islamica e all'interferenza dei giudici nella politica. Una misura a suo dire resa necessaria per poter garantire l'unità del Paese "di fronte a gravi conflitti interni". Critiche e preoccupazione dalla comunità internazionale

Perez Musharraf Islamabad, 3 novembre 2007 - Il presidente pachistano, Pervez Musharraf, ha proclamato oggi lo stato di emergenza in Pakistan ed ha sospeso la costituzione, per fare fronte all'insurrezione islamica e all'interferenza dei giudici nella politica. La decisione di Musharraf - al potere dal 1999 grazie a un colpo di Stato incruento - è stata criticata dalla comunità internazionale: gli Stati Uniti l'hanno definito "altamente spiacevole", mentre la Gran Bretagna ha espresso la sua preoccupazione "profonda". Il governo indiano ha lanciato un appello per un rapido ritorno alla "democrazia" e alla "normalità".

 

In serata la televisione di stato ha diffuso un messaggio del presidente che ha sottolineato come "il terrorismo abbia raggiunto il suo apice e l'azione di governo sia paralizzata dalla Corte Suprema", ribadendo in questo modo i motivi citati dal decreto presidenziale per la proclamazione dello stato di emergenza. Una misura a suo dire resa necessaria per poter garantire l'unità del Paese "di fronte a gravi conflitti interni", dopo che l'estremismo ha lanciato la sua sfida alla legge; il Presidente ha tuttavia aggiunto di sperare in un pieno ristabilimento della democrazia dopo le prossime elezioni legislative. Devo dire con tristezza che a mio giudizio alcuni elementi vogliono creare degli ostacoli sulla strada della democrazia: credo che questa situazione di caos sia stata creata per interessi personali e per danneggiare il Paese", ha continuato Musharraf, che indossava abiti civili e non l'uniforme di comandante in capo delle forze armate. Un'atmosfera di confusione e incertezza alla quale, secondo il Capo dello Stato, hanno contribuito anche diversi mezzi di informazione. Musharraf ha poi ribadito l'intenzione di tenere le elezioni legislative confermando anche che il parlamento continuerà regolarmente ad esercitare i suoi compiti.

 

Il decreto presidenziale che autorizza lo stato di emergenza nota come vi sia "un notevole aumento di atti estremisti e di incidenti causati da attentati terroristici", mentre l'esercito è impegnato a combattere i miliziani filo-talebani nelle regioni nordoccidentali del Paese, sotto il controllo dei clan tribali. Numerosi attentati hanno scosso il Paese nelle ultime settimane, fra i quali l'attacco suicida al quale è scampata l'ex premier Benazir Bhutto ma che il 18 ottobre scorso ha causato 145 morti.

 

Quanto all'interferenza della magistratura, il decreto sottolinea come "taluni membri delle istituzioni giudiziarie lavorino contro il potere esecutivo e legislativo, impegnati nella lotta contro il terrorismo e l'estremismo, indebolendo così il governo e la determinazione del Paese e minando l'efficacia delle azioni di contrasto volte a soffocare questa minaccia". Dato che la legge non prevede "altri mezzi per risolvere la situazione", non rimane all'esecutivo "altro mezzo che la sospensione della Costituzione" pur se il Parlamento federale e le assemblee dei singoli stati continueranno a funzionare normalmente.

 

La Corte Suprema deve pronunciarsi sia sul decreto di amnistia che ha permesso a Bhutto di rientrare nel Paese sia sulla legittimità della sua rielezione (o meglio elezione, dato che non vi era mai stato alcun voto in proposito) da parte del Parlamento di Islamabad, sancita il 6 ottobre scorso; il mandato di Musharraf - al potere dal 1999 grazie a un colpo di Stato incruento - scade infatti il prossimo 15 novembre.

 

Una commissione di otto giudici della Corte Suprema aveva ordinato a tutti gli alti funzionari del governo, compreso il primo ministro, e ai responsabili delle forze armate (di cui Musharraf conserva peraltro il comando supremo) di non rispettare l'ordine; il governo ha a sua volta respinto il decreto di sospensione dello stato di emergenza osservando come esista una clausola che lo rende irrevocabile da qualsiasi altra istanza giuridica o governativa. Secondo la rete televisiva privata Geo Tv alcuni militari avrebbero fatto irruzione nella sede del tribunale, arrestandovi il presidente dell'ordine degli avvocati della Corte Suprema, Aitzaz Ahsan, mentre il presidente della Corte, Iftikhar Muhammad Chaudry, sarebbe stato portato via dall'edificio.

 

Il governo pachistano ha poi confermato ufficialmente la nomina di Hameed Dogar alla guida della Corte Suprema: le immagini diffuse dalla televisione di Stato mostrano la cerimonia di investitura condotta dallo stesso Musharraf, alla presenza del premier Shaukat Aziz e di numerosi alti ufficiali dell'esercito: Dogar sostituisce così Chaudry, considerato uno dei principali avversari politici di Musharraf che già lo scorso marzo aveva provato ad esautorarlo, suscitando violenti disordini. Chaudry da parte sua ha dichiarato che Dogar non è eleggibile perché implicato in uno scandalo di corruzione.

 

Per Bhutto - rientrata in serata da Dubai a Karachi - la proclamazione dello stato di emergenza non farà che danneggiare il processo democratico: "A meno che il generale Musharraf non torni sui suoi passi, sarà molto difficile poter avere elezioni libere e giuste", ha dichiarato l'ex premier, intervistata telefonicamente dalla rete satellitare britannica Sky News. "Sono d'accordo con lui sul fatto che ci troviamo di fronte ad una cirsi politica, ma credo che la dittatura sia il problema e non ne costituisca la soluzione", ha concluso Bhutto.

 

Sia gli Stati Uniti che la Gran Bretagna hanno espresso profonda preoccupazione per quanto accaduto: il Segretario di Stato Condoleezza Rice ha auspicato un pronto ritorno alla democrazia in Pakistan, definendo "altamente spiacevole" la proclamazione dello stato di emergenza e ricordando come "gli Stati Uniti non appoggiano misure al di fuori della costituzione".










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