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INTERNET

Chat erotiche, l'ultimo business: 3 euro al minuto per una webcam girl

E' il nuovo fenomeno on line di cui svela i segreti il libro edito dalla Mursia, 'Diario di una Webcam Girl'. Scritto da Helen, nikname dietro al quale si cela una giovane di 24 anni che vive a Milano. Secondo un'indagine effettuata da studenti.it, sarebbero 75.000 le studentesse che utilizzano il proprio corpo per pagare gli studi

'Diario di una Webcam Girl', Helen Roma, 25 novembre 2007 - Tra i 12 e i 15 euro per comprare il contatto mail o l'account Messanger, circa 40 per avere il numero di cellulare, 3 euro al minuto per 'stare' in un privè con una ragazza e da 1,50 a 2 euro al minuto per le telefonate erotiche.


Queste alcune cifre del business che gira intorno alle webcam girls, fenomeno nuovo di cui svela i segreti il libro edito dalla Mursia, 'Diario di una Webcam Girl'."La cam girl -racconta all'ADNKRONOS Helen, nikname dietro al quale si cela una giovane di 24 anni che vive a Milano, autrice del libro - è una ragazza che si spoglia davanti ad una webcam; ma il rapporto con l'utente non si limita solo all'ambito sessuale, c'è chi paga anche solo per parlare".


"Il sito, a cui ci si può iscrivere tranquillamente da internet dando solo dati e coordinate bancarie -riferisce Helen- ha alcune regole ben precise: per esempio non si possono mai avere incontri personali con i clienti, tutto deve rimanere virtuale, non si possono dare privatamente dati per i quali si deve pagare, come il telefono o la mail, inoltre è vietato fare privati su altri siti: alla fine, di tutto quello che ricavi, ti spetta di diritto il 40%, che viene direttamente accreditato sul tuo conto corrente".



"Io ho cominciato per necessità - continua l'autrice - ora mi piace e mi diverto, sinceramente non ci trovo nulla di male, sono tre anni che lavoro on line. Lo schermo dà una posizione di forza. Prima di cominciare ero una ragazza timida e chiusa, esibendomi su internet ho acquisito più sicurezza in me stessa. Mi piace anche scrivere, ma non ho intenzione di abbandonare per questo, però se capita l'occasione, ben venga!".



"Tutto quello che ricavi dipende molto da te, da quante ore resti collegata. So che ci sono tante donne che guadagnano abbastanza da mantenersi, quindi evidentemente un buon profitto c'è e si può ottenere - continua Helen - Gli utenti più o meno sono sempre gli stessi, nel giro di una settimana potresti arrivare a conoscerli quasi tutti, ovviamente esclusi quelli sporadici; ce ne sono alcuni che si sono iscritti già agli esordi del sito. Gli uomini decidono di entrare in queste chat per i più svariati motivi: chi per solitudine, chi per evadere, altri ancora per gioco o solo per fare quattro chiacchiere. Mi dà molto fastidio il luogo comune per cui la cam girl sarebbe una sorta di prostituta e chi usurfruisce del servizio un disperato senza altre alternative: sono entrata in contatto anche con personaggi dello spettacolo, dunque è evidente che non è solo questo, c'è anche una buona dose di curiosità".


"Non voglio rappresentare una categoria anagrafica e non credo che questo sia solo un fenomeno giovanile - conclude la ragazza - Ognuna fa le sue scelte, io racconto solo la mia storia: on line si possono trovare studentesse che hanno bisogno di soldi per pagare gli studi come donne di 50 anni che cercano un modo di guadagnare per aiutare il marito ad arrivare a fine mese o per mantenere i figli. Limitare l'esperienza al mondo dei ragazzi è riduttivo, non ci sono solo adolescenti che si spogliano per comprarsi il vestito firmato o le scarpe all'ultima moda".


Secondo un'indagine effettuata da uno dei siti più frequentati dai giovani, studenti.it, sarebbero 75.000 le studentesse che utilizzano il proprio corpo per pagare gli studi, circa il 21% delle 350.000 studentesse lavoratrici, che vengono pagate per fare, oltre alle cam girl, anche le escort, le cubiste, le ballerine di lap dance fino ad arrivare alla prostituzione propriamente detta. Dati simili si possono riscontrare anche in altri stati europei, e sono molto simili a quelli registrati in Spagna, Francia, Inghilterra e Germania.


"È un fenomeno che mi pare strettamente legato alla richiesta. Più le ragazze vengono cliccate più guadagnano. E questo potrebbe configurare l'istigazione alla prostituzione", commenta con l'ADNKRONOS la psicologa Rita Parsi, presidente della fondazione Movimento Bambino. "La maggior parte di queste ragazze -osserva- mancano completamente di un'educazione sessuale e sentimentale, non hanno per se stesse nessuna autostima o considerazione. Per consumare si consumano, si vendono come oggetti per trarre un reddito che poi utilizzano per acquistare, è l'emblema della società del consumo estremo".


"Ci sono persone che hanno bisogno di un esercizio di disinibizione, ma non si può pensare di ottenerla in questo modo perchè si tratta comunque di una violenza psicologica terribile.
Ormai ci si è talmente abituati al bombardamento di immagini violente, estreme e orribili - conclude Parsi - da aver creato degli individui incapaci di elaborarle e bisognosi di trasformare subito tutto in impulsi immediati, la now generation del tutto e subito, per la quale mancano completamente le radici del passato e che vive una vita senza presente e senza futuro, come sospesa fuori dallo spazio e dal tempo".


"Dietro questo fenomeno si riscontra solitudine e esibizionismo, l'utilizzo di sè come prodotto morto, perchè non ha vita, non esiste, è virtuale - continua la psicologa - non c'è nenche più il contatto fisico e la conoscenza che si aveva con la prostituzione. In più in un mondo dove si sente sempre più parlare di aggressioni e violenze lo schermo diventa un protettore, dà la possibilità di una revanche malata, provocare senza rischiare nessuna conseguenza, per provare sensazioni di potere".









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