ROMA, 8 dicembre 2007 - Nuove accuse per il pm di Catanzaro Luigi de Magistris, che stavolta finisce sott'inchiesta disciplinare per aver acquisito e utilizzato - nell'ambito dell'inchiesta 'Why not' - i tabulati delle conversazioni telefoniche del ministro della Giustizia Clemente Mastella senza aver chiesto e ottenuto l'autorizzazione del Senato. Obbligo previsto dalla legge Boato.
A firmare la nuova 'incolpazione' per il magistrato calabrese, due giorni fa, è stata la Procura generale della Cassazione Mario Delli Priscoli.
Luigi de Magistris respinge la nuova accusa definendola «destituita di fondamento». «Ancora una volta - dichiara all'AGI il magistrato - apprendo a mezzo stampa, come sempre del resto, delle contestazioni disciplinari a me personalmente mai notificate. Da quello che i mass media mi riferiscono, si tratta di contestazione assolutamente priva di fondamento, come del resto tutte le altre. Conosco bene - aggiunge il magistrato - le leggi della Repubblica e non ho mai acquisito, nè consapevolmente nè per negligenza, utenze che sapevo essere intestate a parlamentari. Non posso non rilevare che come si avvicina il 'giorno del giudizio' si cerca di rimpinguare a mezzo stampa le accuse - evidentemente inconsistenti - che pendono su di me. Vado avanti - dice - con ancora maggiore determinazione, se possibile, consapevole che la magistratura ordinaria, alla quale mi sono rivolto, saprà ricostruire tutto quello che è accaduto e che sta accadendo. Attendo sereno - conclude de Magistris - e con la coscienza trasparente, le decisioni del Csm».
'GRAVE NEGLIGENZA'
Secondo l'accusa, de Magistris avrebbe commesso una "violazione di legge con grave ed inescusabile negligenza", disponendo l'acquisizione di tabulati relativi ad un'utenza telefonica intestata al Guardasigilli. Decreto che il pm ha firmato il 20 aprile, "nonostante dagli atti - è scritto nell''incolpazione' - risultasse che l'utenza era intestata al senatore Clemente Mastella". La nuova violazione di cui de Magistris sarà chiamato a rispondere sarebbe stata accertata un paio di settimane fa dalla Procura di Roma, a cui gli atti dell'inchiesta erano stati trasmessi dalla Procura generale di Catanzaro dopo che l'allora pg Dolcino Favi aveva disposto l'avocazione dell'inchiesta fino a quel momento condotta dal pm calabrese.
Nuove contestazioni che vanno ad aggiungersi agli 11 capi d'accusa che il pg della Cassazione Mario Delli Priscoli aveva già messo nero su bianco il 23 ottobre scorso, una settimana prima che il pm calabrese venisse ascoltato proprio negli uffici del 'palazzaccio' dai sostituti pg Vito D'Ambrosio e Pasquale Ciccolo, titolari dell'istruttoria disciplinare su de Magistris.
Molte di quelle accuse ricalcavano le contestazioni che gli sono state mosse dal ministro della Giustizia Clemente Mastella, titolare anche lui dell'azione disciplinare, che a fine settembre ha chiesto al 'tribunale' di Palazzo dei Marescialli il trasferimento d'ufficio in via cautelare per il pm calabrese, sulla base delle conclusioni delle ispezioni condotte dagli '007' di via Arenula. Integrate con le accuse sul rapporto "disinvolto" con la stampa: cioè, fughe di notizie sulle sue inchieste ed esternazioni sull'esistenza di complotti per fermare le sue inchieste e su presunte collusioni tra rappresentanti della magistratura, della politica e del mondo degli affari.
Nuovi passaggi che rendono più incerto lo scenario di lunedì 17 dicembre, quando la sezione disciplinare del Csm tornerà a riunirsi in camera di consiglio per esaminare la richiesta di trasferimento cautelare di de Magistris. In quell'occasione la difesa del pm potrebbe chiedere un nuovo rinvio, ma è possibile che la stessa Procura generale della Cassazione - che in quella sede sostiene l'accusa - chieda di passare direttamente al giudizio nel merito delle accuse mosse al pm calabrese. Gli estremi per un trasferimento d'urgenza, visto che è passato tanto tempo dalla richiesta del Guardasigilli, non ci sarebbero più; mentre c'è stato tutto il tempo in questi mesi di approfondire le contestazioni a carico di de Magistris.
Intanto, del 'caso' de Magistris torna ad occuparsi lunedì 10 la Prima Commissione di Palazzo dei Marescialli: discuterà se avviare la procedura di trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale, come proposto due giorni fa dalla relatrice Letizia Vacca, togata di centrosinistra. A complicare la situazione sono state proprio le contestazioni disciplinari sulle esternazioni di de Magistris avanzate dal pg della Cassazione: quell'iniziativa, è la tesi di chi ha mostrato riserve, potrebbe costringere i consiglieri di Palazzo dei Marescialli a fermarsi e a trasmettere gli atti dell'istruttoria finora compiuta allo stesso Delli Priscoli. Tesi che non convince affatto la relatrice del 'caso' in Prima Commissione, convinta anzi che la sua proposta non contenga affatto "sovrapposizioni" con le nuove contestazioni mosse al pm.
Il commissario Ue ai Media Viviane Reding: "La durata delle pubblicità di 12 minuti l'ora non viene rispettata, le televendite non sono incluse in questi 12 minuti e l'autopromozione non viene considerata pubblicità. In più le sanzioni contro chi viola le norme sono deboli"