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Esteri

ALLARME TERRORISMO

Strage ad Algeri: oltre 50 morti
Al Qaeda rivendica gli attentati

La prima esplosione su uno scuolabus che passava nei pressi della Corte suprema di Algeri a Ben Aknoun, sulle colline che sovrastano la capitale algerina. La seconda in un quartiere residenziale della capitale. Nella notte sparatoria a Chlef: 4 vittime

Attentati ad Algeri Algeri, 11 dicembre 2007 - Otto mesi dopo l'attentato suicida dell'11 aprile scorso nel cuore di Algeri, l'ombra di 'al-Qaeda' è tornata ad allungarsi sulla capitale del Paese maghrebino: due nuovi attacchi dinamitardi, a pochi minuti di distanza l'uno dall'altro, almeno uno dei quali portato a termine da un kamikaze, in mattinata hanno colpito prima il Consiglio Costituzionale nel quartiere meridionale di Ben Aknoun, prospiciente il palazzo della Corte Suprema; poi gli uffici dell'Unhcr, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, adiacenti a un commissariato di polizia e situati in una delle zone più esclusive della città, Hydra, dove abitano molti stranieri residenti in Algeria come pure uomini politici locali, e dove sorgono i ministri delle Finanze e dell'Energia nonchè diverse ambasciate.

 

Il bilancio complessivo, ancora provvisorio, è di almeno 52 morti accertati, compreso un dipendente, non di nazionalità italiana, dello stesso Unhcr, che ha ammesso di aver subito «vittime» tra il proprio personale; non figurano comunque cittadini italiani tra gli addetti della rappresentanza algerina dell'agenzia Onu. Incerto il totale dei feriti, ma sembra sfiori il centinaio e comprenda molti stranieri, i quali stando a fonti ospedaliere versano per lo più in gravi condizioni.

 

Non risultano essere pervenute rivendicazioni della duplice strage, ma tutti gli elementi finora raccolti dagli inquirenti fanno propendere per un ennesimo attacco del sedicente Movimento di 'al-Qaeda' per il Maghreb Islamico, branca regionale dell'organizzazione fondata da Osama bin Laden, nella quale è confluita abbandonando la vecchia denominazione di Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento: una delle formazioni insurrezionali più agguerrite e sanguinarie del Nord-Africa, al punto da aver sostanzialmente emarginato i rivali del Gia, il Gruppo Islamico Armato nato anteriormente.

 

Dal massacro di primavera, costato 33 morti e trecento feriti, quasi ogni mese il giorno 11 è stato contrassegnato in Algeria da attentati dinamitardi, analoghi sebbene in genere di entità inferiore: a detta degli esperti, 'al-Qaedà nel Maghreb sembra voler così celebrare i massacri dell'11 settembre 2001 a New York e a Washington, sottolineando al contempo di essere non solo viva e vegeta, ma sempre potentissima.

 

La potenza delle onde d'urto è stata tale da mandare in tilt gran parte dei servizi essenziali, lasciando una città di 3 milioni di abitanti praticamente priva di comunicazioni, specie quelle telefoniche: pressocchè tutte le linee risultano ancora interrotte. Nelle strade la gente si è riversata in preda al panico, molti gridando e piangendo, ma il fuggi fuggi generale è andato a cozzare contro le decine di cordoni di sicurezza e posti di blocco immediatamente eretti dalla polizia, che hanno reso inaccessibili i due quartieri teatro delle esplosioni.

 

LA RIVENDICAZIONE

Sarebbero stati tre kamikaze inviati da al Qaida su altrettanti camion-bomba ha provocare la morte di decine persone e il ferimento di molte altre nel duplice attentato avvenuto stamani nella capitale algerina. La rivendicazione delle due stragi è stata fatta da al Qaida con una telefonata alla tv satellitare al Jazeera, da parte di una persona che si è presentata con il nome Abu Mohammed Saleh.


L'uomo si è presentato come "responsabile" dell'Organizzazione di al Qaida nella terra del Maghreb isalmico.
Il sedicente Saleh, che parlava con accento magrebino, ha detto che al Qaida "non cederà prima della liberazione di ogni palmo delle terre musulmane da qualsiasi presenza straniera".
L'autenticità della rivendicazione non è stata confermata.

 

SPARATORIA A CHLEF

Qualche ora prima dei due attentati quattro guardie erano state assassinate nella provincia di Chlef, circa 200 chilometri a ovest della capitale: una pattuglia della polizia municipale era stata attaccata da un commando di guerriglieri, probabilmente appartenenti al Movimento di 'al-Qaedà per il Maghreb Islamico, branca locale dell'organizzazione terroristica fondata da Osama bin Laden, già denominata Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento, una delle formazioni integralistiche del Nord-Africa più sanguinarie.

Lo scrive il quotidiano 'el-Watan', secondo cui l'imboscata letale risale a ieri sera: le vittime stavano rientrando in caserma dopo un giro di perlustrazione, e sono sate fate segno a raffiche di mitraglietta mentre stavano attraversando un ponte; un quinto agente è rimasto ferito in modo grave. Gli assalitori si sono quindi dileguati, dopo essersi impadroniti delle armi dei poliziotti. Le stragi odierne ad Algeri non sono finora state rivendicate, ma gli inquirenti sono propensi a ipotizzare che la stessa mano sia dietro a tutti gli episodi di violenza delle ultime ore.

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