Roma, 15 dicembre 2007 - Contrordine: il diritto all'amplesso esiste nella coppia, a patto che non sia scoppiata. Lo sottolinea la Cassazione che, capovolgendo una pronuncia di alcuni mesi fa nella quale si metteva nero su bianco che "il diritto all'amplesso non esiste nè all'interno di un rapporto coniugale, nè paraconiugale", chiarisce che "l'amplesso è certamente un diritto dovere dei coniugi uniti in matrimonio".
Anzi, aggiunge la Suprema Corte, "l'amplesso costituisce una delle ragioni complementari, se non prevalenti, di quella umana affectio che spinge due persone a legarsi in matrimonio".
Il diritto-dovere di fare sesso viene, invece, "a cessare quando il rapporto matrimoniale cessa nei modi previsti dalla legge".
In realtà, la sentenza con cui la Cassazione resistituisce ai coniugi il "diritto" all'amplesso riguarda una coppia di ex del Piemonte nella quale lei rifiutava di fare sesso a causa delle 'misurè del marito. Lui, Alessandro B., 33enne separato, equivocando i rapporti civili che la moglie continuava ad intrattenere con lui, il 13 novembre del 2000, ricostruisce la sentenza 42979 della Terza sezione penale, approfittando di un incontro con la ex per vedere i figli, aveva avuto un rapporto sessuale al quale "lei si era prestata perchè intimorita dall'atteggimanento del coniuge (aveva chiuso a chiave la porta) e preoccupata della presenza dei bambini in altre stanze dell'alloggio, e al solo scopo di evitare conseguenze peggiori".
La prova che l'infatuazione fosse "a senso unico", piazza Cavour la deduce anche dal fatto che, ricostruendo i fatti raccolti dai colleghi di merito, era emerso che "la donna nel corso del matrimonio aveva da sempre lamentato la difficoltà di avere rapporti sessuali con il marito che era dotato di un membro sproporzionato". Le 'misurè del marito, anzi, sono finite "al centro della negoziata separazione".
Da qui la denuncia della ex consorte al marito che veniva condannato a due anni e tre mesi di reclusione per violenza sessuale dalla Corte d'appello di Torino (novembre 2005).
Inutilmente l'ex marito ha protestato in Cassazione, sostenendo che la donna aveva consentito al rapporto.
Piazza Cavour ha respinto il ricorso di Alessandro B. e ha chiarito che "se è vero che l'amplesso è certamente un diritto-dovere dei coniugi uniti in matrimonio, e che inerisce naturalmente nella volontà degli stessi manifestata all'ufficiale di stato civile di accettare il reciproco status di coniuge, al quale sono collegati diritti e doveri", è "anche vero che questa umana e ragionevole aspettativa viene a cessare quando il rapporto matrimoniale cessa nei modi previsti dalla legge".
Ecco perchè, concludono i supremi giudici, "deve ritenersi illecita, ed eventualmente coercitiva, una qualunque iniziativa sessuale di una delle parti: quando non sia provata un'inequivoca e oggettiva volontà di ripristinare l'originario rapporto nella totalità di quei diritti e nell'adempimento di quei doveri che si ricollegano allo status dei coniugi".
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