Roma, 18 dicembre 2007 - "Farò i nomi dei nemici politici di mio marito e miei nel libro che ho cominciato a scrivere un anno fa e che presto pubblicherò". Donatella Dini lo rivela a 'Chì, il settimanale diretto da Alfonso Signorini, in edicola da domani.
In un'intervista esclusiva, la prima dopo la condanna per bancarotta fraudolenta, la moglie dell'ex premier Lamberto annuncia anche la 'discesa in campò: "Se ci sarà bisogno di dare una mano, al momento opportuno lo farò. In passato sono stata sollecitata a candidarmi per un posto alla Camera o al Senato. Ma io resto un'imprenditrice e quindi credo che per me sia più adatto un ruolo organizzativo nel partito di mio marito che un seggio Parlamento".
La signora Dini, a capo del gruppo Zeta nel Centroamerica, coinvolta nel fallimento della Sidema in Italia, a proposito della condanna inflittale dal tribunale di Roma dice: "Credo di essere finita dentro alcune trappole politiche che hanno poi fatto scattare le inchieste giudiziarie. Ricostruire nei dettagli la mia vicenda nel libro mi ha aiutato a capire molte cose. Ma l'ho scritto anche per far comprendere fino a che punto può arrivare la lotta politica in Italia".
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