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CHIESA & POLEMICHE

Gli ebrei: "La preghiera di Ratzinger?
Va contro almeno 40 anni di dialogo"

Il presidente dei rabbini Laras si riferisce alla riformulazione della preghiera per gli ebrei: ""Il fatto più grave è che si invitano gli ebrei a riconoscere Gesù Cristo come salvatore", una concezione rifiutata dall'ebraismo Commenta

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Il Papa Ratzinger Roma, 6 febbraio 2008 - Il presidente del collegio dei rabbini d'Italia, Giuseppe Laras, rincara le critiche di parte ebraica nei confronti della modificazione della preghiera per gli ebrei voluta da Benedetto XVI.


Il rabbino Laras nota che il passaggio dalla versione originale a quella modificata da Benedetto XVI (non si parla più di "accecamento" degli ebrei, ma si prega che Dio "illumini" i loro cuori) è "concettualmente equivalente", per cui "risulta che gli ebrei sono comunque accecati in tema di verità". La nuova formulazione, per il capo del collegio rabbinico d'Italia, "è solo apparentemente meno forte".


"Il fatto più grave - per Laras - è che si invitano gli ebrei a riconoscere Gesù Cristo come salvatore", una concezione rifiutata dall'ebraismo. Se, per il rabbino Laras, il Papa è libero di esprimersi come ritiene "per quello che concerne la sua fede e i suoi fedeli", la preghiera per gli ebrei è "in netta e pericolosa contapposizione con almeno 40 anni dialogo ebreo-cattolico". Un dialogo che, alla luce dell'iniziativa del Papa, "sembra non aver sortito nessun concreto risultato".


La nuova preghiera è vissuta da parte ebraica "come una sconfitta dei presupposti stessi del dialogo", secondo il rabbino Laras, "perché si legittima anche nella trasposizione liturgica un'idea di dialogo finalizzato, in realtà, alla conversione degli ebrei al cattolicesimo". Un'eventualità che il numero uno dei rabbini italiani giudica "inaccettabile". Per Laras, di conseguenza, è necessaria una "pausa di riflessione" nel dialogo tra ebrei e cattolici, per "capire appieno gli intendimenti della Chiesa circa il dialogo".


La decisione del Papa, resa nota ieri dall''Osservatore romano', è relativa alla preghiera per gli ebrei contenuta nell'ultima versione del messale pre-conciliare (la cosiddetta messa in latino) liberalizzata da Benedetto XVI con il motu proprio 'Summorum pontificum'. La decisione, che intende ammorbidire i termini contenuti nella preghiera per gli ebrei, è stata però criticata, già ieri, da esponenti dell'ebraismo italiano come il rabbino capo della comunità di Roma Riccardo Di Segni.

  • 06/02/2008 22:49

    Ratzinger ha ragione, punto e basta. Smettetela di rompere...
  • 08/02/2008 13:43

    Non sono credente ma sono aperto al dialogo con i credenti di varie religioni. Certo che la pretesa del capo della Chiesa Cattolica di far pregare i suoi fedeli per la conversione di altri appartenenti a fedi diverse la trovo semplicemente arrogante.
  • 08/02/2008 21:39

    I Cristiani hanno sempre pregato per la conversione dei non cristiani... smettetela davvero di rompere. Voi non volete intromissioni bnella vita pubblica? Allora non scassateci le scatole intervenendo nella vita liturgica della Chiesa.
  • Sono presenti 3 commenti
 

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