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IL GIALLO DI GRAVINA

L'autopsia: nessun segno di violenza
Per Tore un'agonia di quasi due giorni

Il fratello minore sarebbe deceduto a causa della fame, del freddo e per le lesioni riportate. Tore sarebbe precipitato da un'altezza inferiore rispetto a quella di Ciccio. Commenta

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I fratellini Pappalardi Bari, 5 marzo 2008 - Al termine dell'autopsia su Ciccio e Tore, effettuata oggi nell'istituto di medicina legale dell'università di Bari, sono emersi solo pochi particolari: nello stomaco dei due fratellini, ci sono tracce di cibo, presumibilmente il coniglio ed il brodino che Ciccio e Tore avevano consumato prima di uscire di casa la sera del 5 giugno del 2006.

 

I periti, il professor Francesco Introna e Vito Romano, incaricati dalla Procura si sono riservati 40 giorni di tempo per depositare i risultati autoptici che dovranno chiarire, modalità, ora e cause del decesso dei due fratellini Pappalardi. Lo stesso tempo dovrebbe servire al consulente della difesa professor Luigi Strada, per redigere la sua relazione.

 

Ciccio, il più grande dei fratellini, sarebbe morto al massimo 6-8 ore dopo essere caduto all'interno della cisterna. Le lesioni provocate e il troppo sangue perduto non avrebbero consentito al più grande dei fratelli Pappalardi di vivere oltre 8 ore all'interno della cisterna. Ne è convinto Luigi Strada, perito di parte della difesa di Filippo Pappalardi, che aggiunge: "Mentre Tore sarebbe morto 36-48 ore dopo per una concomitanza di cause: fame, freddo e paura".

 

Secondo il perito di parte, se i residui trovati all'interno dello stomaco dei due fratellini sono quelli del cibo che i due avrebbero ingerito prima di uscire di casa alle 17, allora Ciccio e Tore potrebbero essere caduti all'interno della cisterna non più tardi delle 18.30-19. Se ciò fosse confermato salterebbe tutto l'impianto accusatorio che tiene in carcere dal 27 novembre scorso il padre, Filippo Pappalardi.










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