Roma, 20 marzo 2008 - "I terroristi? Io penso che sono moralmente delle ottime persone anche se hanno ucciso". Questo il giudizio sulle Brigate rosse di Franco Piperno, leader storico di Potere Operaio che a Controcorrente, ha così risposto alle critiche mosse dal giornalista Massimo Fini agli ideologi del '68 ("erano più onesti i terroristi dei sessantottini").
"Io apprezzo il tentativo di Massimo Fini di rivalutare moralmente i terroristi - ha detto Piperno - ma faccio presente che molti di questi erano leader del '68, compreso Curcio". Alla domanda su cosa intenda per moralità dei brigatisti, Piperno risponde così: "È una morale di guerra, non esiste solo una sua o una mia morale. La morale è multipla, ci sono persone che vanno a bombardare una città e sono considerate degli eroi e delle persone che sparano su un bersaglio determinato che sono considerate dei criminali. Nel secondo caso solo perché sconfitti".
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