Napoli, 29 marzo 2008 - Calciopoli era un'organizzazione simile piu' alla loggia massonica P2 e alla mafia che a una comune associazione a delinquere. Lo hanno detto i pm Giuseppe Narducci e Filippo Beatrice oggi al tribunale di Napoli nella quarta giornata dell'udienza preliminare del processo per il troncone principale per la vicenda che nel 2006 ha scosso il calcio italiano.
Beatrice e Narducci chiedono il rinvio a giudizio per 37 persone, tra le quali Luciano Moggi, Antonio Giraudo, Franco Carraro, Massimo De Santis, Innocenzo Mazzini, Tullio Lanese, Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto; per quattro di loro il gup Eduardo De Gregorio potrebbe decidere di saltare un passaggio, visto che i difensori l'ex presidente dell'Aia Tullio Lanese, gli arbitri Gianluca Rocchi e Paolo Dondarini e l'assistente Alessandro Griselli hanno chiesto il rito abbreviato. De Gregorio, invece, ha respinto le richieste delle difese che erano mirate a far spostare il processo in una sede diversa da Napoli.
I pm hanno illustrato in cosa consista l'associazione a delinquere imputata a Moggi&C, sottolineando che non si sarebbe trattato di piu' associazioni, ma di una sola organizzazione. Quest'ultima, per le sue caratteristiche di segretezza e per i forti vincoli tra gli associati, avrebbe avuto caratteristiche simili alla P2 e alla mafia, perche' era in grado di influenzare le istituzioni e i vincoli si rinsaldavano via via che essa agiva. Il 17 aprile la prossima udienza.
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