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PER IL TRASFERIMENTO

De Magistris ricorre in Cassazione:
"Dimostrerò la mia correttezza"

La sezione disciplinare del Csm aveva deciso il trasferimento sia di sede che di funzioni. In una memoria di 95 pagine il giudice afferma di aver dimostrato "amore e dedizione senza limiti" per la professione

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il procuratore di catanzaro luigi de magistris Roma, 11 aprile 2008 - Il pm di Catanzaro Luigi De Magistris ha presentato alle sezioni civili della Cassazione il suo ricorso contro la condanna inflittagli dalla sezione disciplinare del Csm che a gennaio scorso aveva deciso il suo trasferimento di sede e di funzioni.


Il magistrato ha depositato questa mattina, a quanto si apprende, il ricorso sottoscritto da lui e dal suo avvocato, con una memoria difensiva. La condanna da parte del Tribunale delle toghe di Palazzo dei Marescialli gli era stata inflitta il 18 gennaio scorso.


Il termine per la presentazione del ricorso era fissato per il prossimo 13 aprile.

 

"Non potrà che essere acclarata la correttezza del mio operato e la mia serietà e dignità professionale". È quanto rileva il pm di Catanzaro Luigi De Magistris nella memoria difensiva di 95 pagine presentata alla Suprema Corte assieme al ricorso, redatto dal professor Gilberto Lozzi e lungo 112 cartelle, con nel quale il magistrato illustra i motivi per cui la decisione del Csm di trasferirlo ad altra sede e ad altre funzioni e di infliggergli la sanzione della censura, adottata nello scorso gennaio, deve essere annullata.


Il pm di Catanzaro, 'condannatò dal tribunale dei giudici per diverse incolpazioni, tra cui quella di non aver informato i suoi superiori di alcuni atti inerenti l'inchiesta 'Toghe lucanè e per l'abnomità di provvedimenti quali la secretazione in un armadio blindato dei nomi del senatore Giancarlo Pittelli e del generale Walter Lombardo Cretella nell'ambito dell'inchiesta Poseidone, nonchè per la trasmissione di quest'ultimo fascicolo a Salerno dopo che gli era stata revocata l'assegnazione, si dice convinto che "l'inconsistenza degli addebiti" mossi nei suoi confronti "non potrà non emergere", anche «tenuto conto del contesto ambientale» nel quale si è trovato ad operare.

 

Il magistrato, inoltre, afferma di aver dimostrato sempre "amore e dedizione senza limiti" per la sua professione «sacrificando affetti e vita personale». Bisognerà ora attendere la fissazione dell'udienza davanti alle sezioni unite civili della Cassazione, competenti per le impugnazioni dei provvedimenti disciplinari delle toghe: se la pronuncia del Csm verrà confermata, sarà esecutivo il trasferimento da Catanzaro e dalle funzioni di pm.
I supremi giudici dovranno esaminare anche il ricorso presentato dal ministro della Giustizia Luigi Scotti contro l'assoluzione da alcuni capi d'accusa decisa dal Csm nei confronti di De Magistris. Quest'ultimo, infatti, non è stato dichiarato responsabile di «scarsa attenzione» ed omessa «cautela» per evitare le fughe di notizie avvenute sui procedimenti di cui era titolare: tra queste, quella dell'iscrizione sul registro degli indagati del presidente del Consiglio Romano Prodi nell'ambito dell'inchiesta 'Why Not'.

 

 Il Csm aveva anche escluso la sussistenza degli addebiti rivolti a De Magistris in relazione al «disinvolto rapporto con la stampa» contestato al pm dalla Procura generale della Cassazione, nonchè all'accusa di aver generato «nei confronti dei superiori e di altri magistrati, sospetti non suffragati da elementi probanti».

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