Sul regionale Lecco-Sondrio una signora di 55 anni, infastidita dallo sguardo di un passeggero trentenne, non protesta ma denuncia alla polfer. Il giudice condanna, pena sospesa per indulto Commenta
LECCO, 17 aprile 2008 - Il suo avvocato giura che lui quella donna la guardava per caso, solo perché era seduta davanti a lui sul treno. Lui magari aveva anche tentato di ammaliarla con lo sguardo, sognando chissà quale liason, o forse si era solo 'incantato' con gli occhi persi davanti a sè.
Di certo non si sarebbe mai aspettato di essere denunciato e poi condannato - dieci giorni di carcere e 40 euro di multa, il tutto però cancellato dall'indulto - per quel muto quanto insistente sguardo.
E' successo tre anni fa sul treno regionale Lecco-Sondrio, protagonisti il condannato - poco piu' che trentenne - e una signora di 55 anni. Non era la prima volta che la guardava - racconta la donna - visto che il giorno prima si era seduto sempre vicino a lei, e addirittura le aveva fatto spostare il cappotto. Per la precisione si era seduto 'un po' troppo vicino', per i gusti di lei.
Insomma, neppure uno scambio di parole tra i due, lui non aveva fatto il pappagallo, non l'aveva corteggiata, non le aveva fatto complimenti. Ma per lei quello sguardo era stato comunque troppo audace, inopportuno, fastidioso. E scesa dal treno si era rivolta a un agente della polfer denunciando l'occhiataccia.
Ora, tre anni dopo, il caso e' approdato davanti al giudice Paolo Salvatore e l'imputato e' stato condannato. La difesa ha annunciato appello.
Un gruppo di donne manifesta davanti alla sede del quotidiano ''Il Foglio'', diretto da Giuliano Ferrara, a difesa della legge 194. 'La maternita' non e' una fatalita', ma una scelta responsabile'', è uno degli slogan