In questi anni, da quella confusa mattina del 2002, ben poche parole abbiamo sentito su di te, quasi tu non fossi mai esistito come persona, relegato a una sorte di comparsa... di Barbara Consarino Commenta
CARO SAMUELE, BIMBO ASSENTE
oggi la giustizia degli uomini dirà una parola, di colpevolezza o ancora di dubbio che riguarderà tua madre, ma anche la tua vita perduta che possiamo solamente immaginare per piccole e ingannevoli istantanee.
Perché in questi anni, da quella confusa mattina del 2002, ben poche parole abbiamo sentito su di te, quasi tu non fossi mai esistito come persona, relegato a una sorte di comparsa sullo sfondo di armi del delitto, zoccoli, pigiami, mestoli, perizie e controperizie, colpi bassi fra difensori, psicodrammi televisivi costruiti su una frase o su una lacrima.
Non sappiamo ovviamente cosa deciderà la Cassazione oggi, ci auguriamo solo che il gran circo costruito intorno alla villetta di Cogne piano piano si allontani e che la tua tragedia, caro bimbo assente, non sia più il pretesto per il protagonismo altrui.
di barbara Consarino
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