A 22 anni da Cernobyl sono cambiate molte cose, a cominciare dalla paura, che si è fortemente ridimensionata. Che fare a questo punto?... di Aldo Forbice Commenta
COL RILANCIO del nucleare in Italia, ma sarebbe meglio dire, con l’annuncio del ministro Scajola di ricominciare a costruire reattori atomici a partire dal 2013, si è riacceso anche il dibattito fra studiosi, politici e cittadini ancora impauriti dall’effetto Cernobyl di 22 anni fa. In questi due decenni sono cambiate molte cose, a cominciare dalla paura, che si è fortemente ridimensionata. Che fare a questo punto?
In estrema sintesi, dopo l’annuncio di Scajola, si sono spontaneamente formati nei media e nell’opinione pubblica, tre partiti: il primo, definiamolo dei filonucleari (sostenuto da imprese e Confindustria), tira un respiro di sollievo, sostenendo che in Italia non esiste un problema di risorse finanziarie da investire per costruire non una o due ma una rete di centrali nucleari in buona parte delle regioni. Bisogna però fare in fretta, perché il prezzo del barile di petrolio corre verso l’alto e l’effetto serra diventa più preoccupante.
Il secondo partito, più attendista, sostiene che bisogna prima elaborare un programma globale, che comprenda, insieme al nucleare, anche la possibilità di sviluppo di tutte le fonti rinnovabili (solare, eolico, fino al biofuel da batteri con alghe, ecc.); bisognerà poi concordare con le regioni i siti adatti, ricercando il consenso delle comunità locali.
Il terzo partito, che si identifica con gli ambientalisti e con chi ancora teme i rischi da nucleare, tende a non dire più semplicemente “no”, come in passato, adottando la strategia del rinvio con la mitica attesa delle centrali di quarta generazione, notoriamente a rischio zero e con meno problemi per le scorie.
Nel frattempo, secondo i fondamentalisti dell’ambiente, mentre l’Italia rischia di rimanere a secco di benzina e gas, ci dovremmo arrangiare con l’acqua, il sole e il vento. Beati i sognatori, diceva mio nonno, ma con i sogni non si costruisce lo sviluppo, visto che il nostro paese sconta già i più alti costi di energia in Europa : 11,66 euro per 100 chilowattora, contro i 9,79 della Germania, 7,72 della Gran Bretagna e i 5,08 della Francia (che ha già 59 centrali atomiche). Persino la Svizzera, con 5 centrali (da cui ricava il 39% dell’energica complessiva), è riuscita a coniugare benissimo federalismo ed energia nucleare. Perché non imitiamo il nostro piccolo vicino, da cui, tra l’altro, importiamo molto elettricità?
Aldo Forbice
Pamela Anderson col figlio Brandon Thomas Lee prima della partita di basket Nba tra Charlotte Bobcats e Lakers al Staples Center di Los Angeles. Ma l'ex bagnina protegge il piccolo dai fotografi o dalla vista delle majorette?