L'ex first lady ha vinto con ampio margine le primarie a Portorico dove i sondaggi la davano in vantaggio. Barack Obama resta in netto vantaggio sulla Clinton
New York, 1 giugno 2008 - Hillary Clinton ha conquistato come previsto il premio di consolazione delle primarie di Portorico dove sono in palio 55 delegati, non sufficienti a colmare il netto distacco tra Barack Obama e l'ex first lady.
Lo hanno annunciato i media americani sulla base delle proiezioni di voto. Secondo la Nbc l'affluenza è stata bassissima, intorno al 10% Portorico è un territorio caraibico statunitense legato a Washington da un legame simile a quello del Commonwealth britannico. I cittadini non possono votare per eleggere il presidente ma solo per le primarie.
Il prossimo e ultimo appuntamento per le primarie democratiche è martedì 3 giungo in Montana e South Dakota, dove sono in palio in totale gli ultimi 31 delegati. I sondaggi danno in testa Obama in entrambi gli stati.
OBAMA ORMAI E' IRRAGGIUNGIBILE
Il compromesso raggiunto ieri sui 313 delegati e 55 superdelegati di Michigan e Florida, riammessi alla convention di fine agosto a Denver ma con peso dimezzato, non cambia la sostanza della sfida: Barack Obama resta irraggiungibile per Hillary Clinton, che ha presentato appello sulla decisone della Commissione regolamento del Partito democratico.
In Florida 105 delegati 'dimezzati' sono stati assegnati a Hillary e 67 a Obama; in Michigan rispettivamente 69 e 59 ma l'unico risultato concreto della spartizione è stato quello di spostare da 2.026 a 2.118 il numero di voti necessari per conquistare la nomination.
Quando mancano poche ore alla chiusura dei seggi a Portorico, dove sono in palio 55 delegati e l'ex first lady dovrebbe stravincere il senatore è a quota 2.051 voti (1.722 delegati e 329 superdelegati), 175 voti in più di Hillary (1.586 delegati e 290 superdelegati) e quindi a soli 67 voti da quota 2.118.
In palio oltre ai 55 di Portorico restano 16 delegati in Montana e 15 in South Dakota ( in entrambi Obama è in vantaggio nei sondaggi) che chiuderanno la durissima stagione delle primarie democratiche martedì 3 giugno. A questi si dovranno aggiungere i 177 superdelegati che ancora non si sono schierati per uno dei due duellanti.
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