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Hillary a sorpresa vede Obama
Sarà vicepresidente? Lei nega, ma...

L'ex first lady tratta la resa e assicura di non volere un incarico da vicepresidente, ma non è detto che non ci punti. Obama: "La senatrice Clinton sarebbe nella rosa delle candidature di chiunque"

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Barack Obama e Hillary Clinton Roma, 6 giugno 2008 - Incontro a sorpresa tra Hillary Clinton e Barack Obama per definire i termini delle «resa» che l'ex First Lady annuncerà domani e del suo sostegno al candidato democratico alla Casa Bianca. L'incontro, che sarebbe stato sollecitato da Hillary, si è svolto nella casa della senatrice democratica Dianne Feinstein a Washington e vi hanno partecipato solo i più stretti collaboratori degli ex duellanti.

 

Sui contenuti è stato mantenuto il massimo riserbo e Hillary e Obama si sono limitati a confermare l'incontro in una nota congiunta. Di certo il colloquio non era stato concordato con largo anticipo, visto che il senatore dell'Illinois sarebbe dovuto rientrare a Chicago dalla Virginia e solo all'ultimo momento ha cambiato itinerario, lasciando ripartire il suo areo con parte dello staff e giornalisti.


Hillary ha fatto sapere che non chiede un posto da vice in ticket con Obama, anche se per gli osservatori questo non significa che non continui a puntarci. Il gruppo VoteBoth, che sostiene l'accoppiata Obama-Hillary per la Casa Bianca, ha espresso l'auspicio che il colloquio sia stato "il primo passo verso un ticket che unirà il partito".


Per ora Obama ha reso omaggio alla rivale e sua possibile vice. "La senatrice Clinton sarebbe nella rosa delle candidature di chiunque", ha dichiarato alla Cnn, aggiungendo che deciderà senza fretta. "È la decisione più importante che prenderò prima di diventare presidente", ha sottolineato.

 


Nel frattempo il senatore dell'Illinois sta passando al vaglio
le candidature al posto di vice con un comitato di cui fa parte Caroline Kennedy, figlia dell'ex presidente democratico Jfk. Uno dei candidati più accreditati, Jim Webb, ha fatto gli onori di casa a Obama al comizio in Virginia. John Edwards, ex terzo incomodo nella lotta tra Hillary e Obama, ha fatto sapere che non è interessato a una nuova esperienza da numero due del ticket dopo la sfortunata esperienza con John Kerry nel 2004.


Obama ha anche nominato Paul Tewes, uno degli strateghi delle vittoriose primarie, come suo rappresentante nel Comitato democratico nazionale che deve preparare la Convention di fine agosto a Denver e la campagna elettorale in vista della sfida di novembre contro John McCain.
Intanto il senatore dell'Illinois ha fatto retromarcia su Gerusalemme, dopo che aveva assicurato che «resterà la capitale indivisa di Israele». Incalzato dalle critiche dei palestinesi e dalle precisazioni dello stesso Dipartimento di Stato Usa, il candidato democratico alla Casa Bianca ha assicurato che lo status della Città santa sarà deciso solo dalla trattativa per la pace. «Ovviamente spetterà alle parti negoziare su queste questioni e Gerusalemme farà parte di questo negoziato», ha dichiarato alla Cnn.

  • 07/06/2008 11:51
    .Lorenza
    Peccato che stia per finire, era così bello sentire questi due brocchi lanciarsi accuse, peraltro tutte vere! che spettacolo questo partito democratico in preda al sinistrume più bieco e che non potendo esprimere candidati all'altezza di una presidenza degli USA l'ha buttata sulla razza: rossetto o lucido da scarpe. Ma forse il bello deve ancora arrivare e cioè quando Obama (o Osama?), col suo populismo e con le sue poche idee spesso strampalate, dovrà sostenere il confronto col candidato del partito repubblicano, ora come non mai vera spina dorsale dell'America.
  • Sono presenti 1 commenti
 

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