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AGGUATI IN STRADA

Crema, bandante sgozzata dall'ex compagno
Bari, sparano a benzinaio per l'incasso: grave

La vittima è stata raggiunta dall'assassino con dei fendenti alla gola, la pista passionale rimane la più accreditata. Nel barese gestore di pompa di benzina in fin di vita dopo una rapina

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Crema (Cremona), 21 giugno 2008 - L'ha investita con l'auto e poi l'ha finita a coltellate, di prima mattina a Crema, in provincia di Cremona. Poche ore dopo i carabinieri l'hanno rintracciato e arrestato nel Bresciano. Si tratta di Antonio D'Onghia, 54 anni, che è stato fermato a Rovato dove, a quanto si è appreso, si era recato da un carrozziere suo conoscente per fare riparare la Saab nera rimasta vistosamente ammaccata sul cofano dopo avere investito e poi ammazzato Antonia Sangiovanni, detta Mariuccia, di professione badante.

 

Da quello che è emerso, la pista passionale rimane quella più accreditata: i due si conoscevano e frequentavano da qualche tempo, ma la donna lo avrebbe alla fine respinto. Il 54enne in preda all'ira questa mattina avrebbe atteso davanti a casa in via Martini a Crema la sua vittima, portando con sè un coltello da cucina, sapendo che alle 6 la donna, vedova e madre di tre figli, sarebbe uscita per recarsi normalmente al lavoro preso una famiglia della città.

 

Al volante della sua Saab l'avrebbe seguita, cercando di investirla mentre percorreva in bicicletta la strada per raggiungere la stazione. La donna avrebbe tentato di salvarsi cercando di tornare verso casa, ma all'interno del cortile del suo condominio è stata raggiunta e colpita con dodici fendenti all'addome e poi sgozzata. Antonia Sangiovanni è morta dissanguata mentre i vicini sono accorsi in suo aiuto. Uno di questi è riusciti a vedere la targa dell'auto dell'assassino e ha chiamato la polizia.

 

La fuga è durata circa 12 ore: ad incastrarlo è stato proprio il carrozziere-amico al quale ha consegnato l'auto con la speranza di farla franca: il meccanico vedendo macchie di sangue sui sedili si è allarmato e ha avvisato i carabinieri. Vito D'Onghia, che ha alle spalle diversi precedenti e domiciliato in un campo nomadi di Vigevano, rischia ora un'incriminazione per omicidio volontario.










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