L'Italia di Donadoni va fuori ai calci di rigore ma la sua parabola finisce senza la luce del gioco. L'assenza di Pirlo lascia la squadra al buio
Questa volta i rigori tagliano le gambe all'Italia. La nazionale di Donadoni va fuori dall'Europeo per gli errori dal dischetto di De Rossi e Di Natale e anche per la scelta discutibile del Ct di tenersi Del Piero come ultimo rigorista. Quando lo juventino dovrebbe calciare, la partita ha già esaurito la sua storia e la Spagna è promossa alla semifinale contro la Russia.
Ma l'Italia di Donandoni è sembrata davvero al capolinea della sua curva di rendimento, considerando le pesantissime assenze di Pirlo e Gattuso. Alla squadra è mancata un'oncia di rabbia ma soprattutto una cifra tecnica degna del contesto europeo. La Spagna di Aragones, con i suoi piccoli e finissimi palleggiatori, ci ha messo alle strette e così abbiamo riscoperto la saldezza della difesa, il nostro antico vanto. Fantastico Chiellini, il migliore in campo, sempre decisivo Buffon che ha anche parato un calcio di rigore nella lotteria finale, magnifico Zambrotta nei suoi imperiosi recuperi.
Ma la nazionale alla Donadoni è finita qui, si è limitata a un controgioco molto ben orchestrato e a una sistematica ricerca della palla filtrante per Toni che ha chiuso l'Europeo senza un solo gol. Ne' Cassano, troppo preoccupato di tattiche e strategie per essere se stesso, nè Del Piero, entrato troppo tardi, sono riusciti a supportarlo in qualche modo. Il solo Di Natale ha avuto un'occasione da gol di testa, neutralizzata con bravura da Casillas. Per il resto un centrocampo molto tonico e muscolare si è limitato a distruggere senza avviare mai una ripartenza intelligente, un controgioco col lampo della classe.
E' stata proprio la qualità il grande limite di questa squadra, l'incapacità di trasformare schemi ed equilibri in qualcosa di imprevedibile, in un tocco di lucida follia. Donadoni ha creato una buona orchestra, ha sfruttato lo spirito di Berlino ma, una volta perso per strada Pirlo, è rimasto senza la lanterna magica e l'Italia è finita al buio.
di Giuseppe Tassi
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