Il presidente del Consiglio: "Ci sono i termini e l'urgenza per intervenire con un decreto legge. Giovedì sera sarò a Matrix, i cittadini devono sapere cosa accade"
Roma, 1 luglio 2008 - Il governo potrebbe intervenire per decreto legge sulle intercettazioni telefoniche. Lo dice il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, rispondendo ad una domanda sulla recente pubblicazione di conversazioni telefoniche intercettate. "Probabilmente ci sono termini di necessità e urgenza per intervenire non con un disegno di legge che richiede tempi lunghi ma con un decreto legge", afferma il premier. "Stiamo vivendo un momento di emergenza - dice Berlusconi - perchè siamo fuori da una società che abbia comportamenti civili. Non credo che un Paese possa permettersi ciò che sta accadendo, che è accaduto, che si prospetta possa accadere, cioè che dei privati cittadini si vedano sottratto il loro diritto alla privacy con interventi violenti che possono portare danni irreparabili alla loro immagine: questo uno stato liberale democratico questo non lo può permettere".
RITORNO IN TV
"Avevo deciso di non andare in tv, ma è necessario che i cittadini sappiano dal loro presidente del Consiglio cosa si cerca di far succedere in Italia in questo momento". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi in conferenza stampa ad Acerra. Berlusconi ha così risposto a una domanda su chi, "una volta acceso l'impianto", il premier "vorrebbe portare qui: Di Pietro, Veltroni o la Gandus?". "Dò appuntamento - ha replicato Berlusconi - per questo giovedì sera a Matrix, dove serenamente e pacatamente darò una risposta completa alle sue domande".
Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione