Il presidente del Consiglio si scatena in conferenza stampa: "La magistratura vuole sovvertire il voto popolare. Pettegolezzi senza fondamento, cresce la fiducia degli italiani verso la mia squadra"
Roma, 4 luglio 2008 - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi rivendica le tante cose fatte in due mesi dal governo e, in conferenza stampa, attacca i media che invece si concentrano "su fatti che nulla hanno a che vedere con la politica" e portano in primo piano "gli attacchi continui della magistratura" che vuole sovvertire il voto popolare. Ma, aggiunge "abbiamo una vasta esperienza in proposito e non ci impressioniamo. Il tentativo di farmi fuori nel '94 ha funzionato, ma ora è destinato a fallire".
"Nonostante tutto questo fango che, senza fondamento e senza base, viene gettato sul Governo e su singoli ministri, i sondaggi ci premiano e continua a crescere la fiducia degli italiani". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lamentando ancora il fatto che i giornali sono "occupati da pettegolezzi senza fondamento" che non rappresentano quanto sta facendo il governo "per il bene del paese".
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi difende la norma blocca-processi che, dice, "non è per me. Io rinuncio assolutamente a qualsiasi vantaggio, non ho bisogno di nuove norme, mi sono sempre difeso nei processi". Il premier ricorda poi di aver sempre avuto "assoluzioni totali perché il fatto non sussiste o perché non ho commesso il fatto". Quindi insiste: "Non ho bisogno di essere salvato".
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi rivendica, in conferenza stampa, una "estrema soddisfazione per la squadra e per il lavoro fatto" in questi due primi mesi di governo. "Siamo riusciti - spiega - a fare un lavoro eccezionale, andiamo dritti verso la realizzazione degli impegni elettorali anche grazie all'esperienza dei precedenti cinque anni". Ma il premier fa anche esplicito cenno ai 'nuovi' ministri e ai contributi dati con la loro "vitalità e giovinezza".
Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione