Edi Pinatto, recentemente rimosso dal Csm, aveva impiegato otto anni per scrivere le motivazioni della sentenza di un processo di mafia: gli imputati erano stati scarcerati per decorrenza dei termini
Catania, 30 giugno 2008 - Il gup di Catania, Antonino Fallone, ha condannato a 8 mesi di reclusione, con pena sospesa, Edi Pinatto, l'ex giudice del Tribunale di Gela (Caltanissetta) recentemente radiato dall'ordine giudiziario dal Csm per aver impiegato 8 anni a scrivere le motivazioni di un processo di mafia, i cui imputati sono stati frattanto rimessi in libertà.
Il gup ha accolto la richiesta del pm Antonino Fanara che il 30 maggio scorso aveva proposto la condanna di Pinatto appunto a 8 mesi di reclusione per il reato di omissione o ritardo di atti d'ufficio. I difensori dell'ex giudice avevamo invece chiesto l'assoluzione sostenendo che l'ex magistrato era oberato di lavoro e per questo non aveva potuto dedicarsi alla sentenza del processo "Grande oriente" riguardante alcuni boss del clan Madonia di Gela.
Sette imputati, condannati in primo grado a pene pesanti, erano stati scarcerati due anni dopo per decorrenza dei termini perchè il giudizio di appello non aveva potuto essere celebrato in assenza delle motivazioni del primo grado. Pinatto aveva depositato la sentenza solo nel marzo scorso, quando la vicenda era diventata un caso nazionale e dopo l'avvio del procedimento a suo carico da parte del Csm, conclusosi con la severa e raramente applicata sanzione della radiazione dall'ordine giudiziario. Nella sentenza il gup ha anche riconosciuto il diritto dello Stato a un risarcimento per "danno all'immagine" e al prestigio della magistratura. L'ammontare dell'indennizzo dovrà essere quantificato in sede civile.
Il pizzaiolo siciliano Pasqualino Barbasso si prepara per lo show di pizza acrobatica, riuscendo a far roteare un 'disco' di pasta del diametro di due metri. Barbasso, che ha vinto il titolo nel 2002, gira il mondo con il suo show. Qui è a Ostrava, nella repubblica