Lo sfogo di una lettrice: "Chi lo ha investito gli ha dato il colpo di grazia e non si è neppure fermato quando mi ha visto urlare. So che i problemi seri sono altri, ma dove corriamo tutti senza voltarci indietro senza soffermarsi sulla sofferenza degli altri e senza pietà umana?
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Stamattina per una serie di sfortunate coincidenze ho perso il mio amico a 4 zampe. Un pezzo del mio piccolo cuore.
Il mobiliere che suona alla porta, consegna il mobile lasciando dietro di se la porta e il portone aperto.
Kimi, un piccolo cane di circa 1 kg. di carne 2 di pelo e 7 di cuore, attraversa la strada e quando mi vede dall'altra parte del marciapiede mi corre incontro festoso, contento di quella uscita inaspettata.
Ha appena messo la zampa sulla strada che una macchina lo ha investito.
Ecco a questa persona gli vorrei dire grazie.
Grazie per aver dimostrato così tanto cuore che quando ha sentito il colpo invece di fermarsi gli è passato di sopra dandogli il colpo di grazia.
Grazie per aver dimostrato una così forte sensibilità che quando mi ha guardato ed ha visto che urlavo si è girato dall'altra parte ed ha proseguito per la sua strada.
Grazie per aver fatto piangere mio figlio, un ragazzo di 24 e quasi 2 metri, che mangia il mondo a morsi
Grazie per me e mia figlia 14enne che oggi non riusciamo neanche a guardarci in viso senza piangere.
Voi direte, una tragedia così grande per un canino neanche poi di razza?
Ho 46 anni e so benissimo, anche sulla mia pelle, che i problemi seri sono ben altri, ma ditemi dove corriamo tutti senza voltarci indietro senza soffermarsi sulla sofferenza degli altri e senza pietà umana?
Ma fa differenza cane o umano?
Spero solo che colei o colui che ha investito Kimi oggi abbia una giornata grandiosa, piena di belle cose e che cerchi di sfruttarle al meglio e che ci ricavi grandi affari perché perlomeno tutta quella fretta era giustificata.
Grazie di cuore, le auguro una vita meravigliosa.
Rossella, Marco e Martina
Madre ghanese, padre tedesco: i gemelli Ryan e Leo Gerth sono nati a Berlino. Uno ha la pelle bianca, l'altro nera, è un caso rarissimo. I genitori, Florence Addo-Gerth and Stephan Gerth, presentano con orgoglio i loro bambini