Il presidente del Consiglio al termine del Cdm: "Non c'è più quel disastro che ci ha così male illustrati nel mondo compromettendo l'immagine di arte e cultura, colpendo il turismo e le esportazioni"
Napoli, 18 luglio 2008 - Quella che è stata fatta dal governo in favore di Napoli "è un'opera di civiltà", che ha visto prendere "da noi la responsabilità di ciò che non era riuscito a nessun altro". Silvio Berlusconi illustra così i risultati del lavoro svolto per combattere l'emergenza rifiuti e lo fa, al termine del Cdm, ringraziando pubblicamente tutti i protagonisti. "Dopo 58 giorni - ha detto - Napoli torna una città occidentale, ordinata, pulita. E non c'è più quel disastro che ci ha così male illustrati nel mondo compromettendo l'immagine di arte e cultura, colpendo il turismo e le nostre esportazioni pregiate".
Il governo ha intenzione di "investigare" sulle responsabilità del passato che hanno portato all'emergenza dei rifiuti di Napoli. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, spiegando che "non sono ancora chiare le cause della grave situazione che abbiamo trovato, ma si potevano e si dovevano evitare: sono responsabilità che andremo a investigare".
"In molti hanno scommesso che il governo non ce l'avrebbe fatta" a chiudere l'emergenza rifiuti di Napoli, "ma hanno avuto torto". Lo rivendica il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa al termine del Cdm. "Siamo riusciti in una missione impossibile, in cui nessuno di quelli che ci hanno preceduto era riuscito e l'abbiamo fatto prima ancora del termine di fine luglio: in 58 giorni Napoli e la Campania - dice Berlusconi - sono tornate ad essere città occidentali, ordinate e pulite senza quel disastro che sulle tv del mondo ha compromesso il turismo e il made in Italy".
Ad essere finita è "l'emergenza acuta" ma "rimaniamo con l'emergenza, senza però la disastrosa presenza dei rifiuti per le strade". Per arrivare alla normalità della gestione dei rifiuti in Campania è necessaria l'attivazione dei quattro termovalorizzatori previsti: serviranno tre anni, anche se la speranza è di riuscirci in due. Lo spiega il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa al termine del Cdm di Napoli. "E' finita l'emergenza acuta, rimaniamo con l'emergenza che finirà quando saranno in funzione i termovalorizzatori: tre anni con il programma che abbiamo, ma dentro di noi speriamo due anni". Quanto a possibili complicazioni dovute al cambio di sede del termovalorizzatore di Napoli originariamente individuato ad Agnano dalle amministrazioni locali, Berlusconi spiega che "non è questo mese di ritardo che può aver creato disguidi".
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