Il plenum del Csm ha approvato la delibera con cui si dispone il trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale. Il giudice: "Lotterò fino alla fine"
Roma, 22 luglio 2008 - Via da Milano il gip Clementina Forleo. A larga maggioranza il plenum del Csm ha approvato infatti la delibera con cui si dispone il trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale del giudice delle indagini preliminari delle inchieste sulle scalate bancarie. Venti sono stati i consiglieri che hanno sostenuto la proposta della Prima Commissione; tre i contrari; un solo astenuto.
A favore del trasferimento d'ufficio della Forleo hanno votato i togati di Unicost, Md e del Movimento, assieme ai laici di centrosinistra e centrodestra, al vicepresidente del Csm Nicola Mancino e al primo presidente della Cassazione Vincenzo Carbone. Contrari, invece, soltanto i 3 consiglieri togati di Magistratura indipendente: il presidente della Prima Commissione Antonio Patrono e i colleghi Cosimo Ferri e Giulio Romano, i quali sostenevano una proposta di archiviazione del 'caso'. Si è astenuto, invece, il procuratore generale della Cassazione Mario Delli Priscoli, che a carico del gip milanese ha avviato due procedimenti disciplinari, uno dei quali (quello per l'ordinanza su Unipol inviata alle Camere) meno di un mese fa si è concluso con l'assoluzione della Forleo da parte della sezione disciplinare del Csm.
Secondo il Csm, con alcune dichiarazioni sul caso Unipol - in particolar modo due suoi interventi alla trasmissione televisiva 'Annozero' - la Forleo ha "compromesso il requisito dell'imparzialità - e dell'indipendenza - richiesta" per poter continuare ad "esercitare funzioni giudiziarie nella sede di Milano".
Nella delibera proposta dai togati Livio Pepino (Md) e Fabio Roia (Unicost) e approvata dal plenum, si sostiene che è emersa "una notevole propensione a condotte vittimistiche e una marcata carenza di equilibrio, nonchè una personalizzazione delle vicende processuali" affidate a Clementina Forleo. La conseguenza sono "contrasti, conflitti e sospetti nei confronti dei magistrati di uffici con lei in contatto anche nella sede giudiziaria milanese".
La delibera approvata dal plenum del Csm verrà trasmessa ora alla Terza commissione di Palazzo dei Marescialli, che dovrà stabilire la nuova sede da assegnare alla Forleo.
LA BATTAGLIA DI CLEMENTINA
"Lotterò fino alla fine dei miei giorni, costi quel che costi, in ogni Tribunale d'Italia, andando a testa alta perchè la legge sia uguale per tutti, auspicando una seria riforma della giustizia": così il Gip di Milano, Clementina Forleo, commenta la decisione del plenum del Csm di trasferirla in seguito ad alcune dichiarazioni rilasciate in connessione con il caso Unipol.
La legge, ha tenuto a ribadire Forleo, "deve essere uguale per tutti, anche per i magistrati, qualunque sia la loro appartenenza o non appartenenza". Ai cronisti che le domandavano se intende fare ricorso alla decisione odierna del Csm, il Gip di Milano ha risposto: "Certamente". Inizia subito la battaglia o si prende un periodo di riposo? "Io non smetto mai di lottare con i mezzi del sistema democratico e dello Stato di diritto", ha risposto Forleo al gruppetto di giornalisti che la inseguivano per un commento a conclusione delle cinque ore di riunione del plenum del Csm che ha deciso il suo trasferimento.
"Sono amareggiata non per la mia persona, perchè sono in grado di affrontare un trasferimento, ma mi dispiace per quei colleghi che non hanno i miei stessi mezzi e le mie stesse disponibilità" ha affermato Forleo, che ha anche tenuto a rilevare che "dichiarazioni sopra le righe ce ne sono costantemente: ci sono colleghi che sono stati intervistati su procedimenti a loro carico e non è successo nulla".
E' questo il titolo dell'opera che Alessandro Acerra ha creato per 'Freiheit", la mostra della Famiglia Margini, visibile in via Sciesa 9