Il sindacato: "Si sta programmando la perdita del potere di acquisto di 3 milioni e mezzo di dipendenti pubblici". L'Associazione nazionale magistrati: "Tagli in un settore che non può non ritenersi strategico"
Roma, 6 agosto 2008 - "In pochi giorni il governo Berlusconi offre al Paese un primo passo verso una seria riforma della legge finanziaria. Se ne discuteva da anni. Questo primo passo lo dobbiamo alla genialità, fantasia, capacità innovativa del ministro dell'Economia. A lui dico un grazie sincero. Quando ci sono le riforme, ci sono sempre resistenze, ma abbiamo lavorato in squadra, cogliendo un grande risultato".
Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, vuole spazzare via con queste parole "le malignità scritte in questi giorni" che illustravano una divergenza nel Governo fra Tremonti e Letta. Al termine di queste parole Letta in sala stampa a Palazzo Chigi ha messo una mano sulla spalla di Tremonti, che ha affermato: "Quasi troppo...".
TREMONTI: "MANOVRA ANTICIPATA PER CRISI FINAZIARIA"
Il governo ha deciso di anticipare la manovra economica a prima dell'estate "anche per l'intensificarsi della crisi finanziaria". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi per illustrare il ddl Finanziaria per il 2009.
"L'intensificarsi della crisi finanziaria - dice Tremonti - ci ha portato a fare un provvedimento prima dell'estate, non sarebbe stato ragionevole entrare in autunno con i saldi della Finanziaria aperti". La manovra è stata anticipata a prima dell'estate anche per "stabilizzare i conti pubblici", aggiunge il ministro.
Poi il ministro ha precisato che i soldi derivati dalla Robin Tax sono serviti a ''evitare ulteriori riduzioni della spesa sociale''. "I quattro miliardi di maggiori imposte da quel settore saranno utilizzati per risparmiare tagli in settori sociali per noi meritevoli'', ha detto Tremonti. Il ministro ha anche spiegato che la carta sociale ''sarà finanziata oltre che da fondi pubblici anche da contributi dal settore privato, e in più con sconti che verranno dal settore del commercio''.
STATALI, CGIL ALL'ATTACCO
Duro attacco della Cgil dopo l'annuncio del Governo di stanziare 2,8 miliardi in finanziaria per il rinnovo del pubblico impiego. "Il Governo sta programmando la perdita del potere di acquisto di 3 milioni e mezzo di dipendenti pubblici", afferma il coordinatore del dipartimento Settori Pubblici della Cgil Nazionale, Michele Gentile.
"Quanto previsto nella manovra - osserva Gentile - e probabilmente confermato nella legge Finanziaria, rappresenterebbe solo quanto necessario per coprire l'inflazione programmata, 1,7% per il 2008 e 1,5% per il 2009, quando allo stesso tempo il governo certifica che a fine 2008 l'inflazione sarà pari al 3,4". Questo significa, spiega Gentile, "che si sta programmando la perdita di potere d'acquisto delle retribuzioni di 3,5 milioni di dipendenti pubblici".
Inoltre, aggiunge, "quanto ai 200 milioni di euro di cui parla il ministro Brunetta forse occorre ricordare allo stesso ministro, e al governo, che quelle risorse per legge e per le dichiarazioni dell'esecutivo sono destinate alla sola riduzione parziale dei tagli alla sicurezza introdotti con il decreto 112: non si possono vendere due volte le stesse risorse". Per tutto questo, conclude Gentile, "rimane in piedi il giudizio negativo e la mobilitazione unitaria a partire da settembre".
CRITICHE ANCHE DALL'ANM
Migliorare il servizio giustizia è possibile solo "con un aumento delle risorse e non con dei tagli come quelli previsti nella manovra finanziaria". È quanto torna a ribadire il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara, all'indomani dell'approvazione definitiva in Parlamento del decreto legge sulla manovra.
"Prendiamo atto che con questa manovra si tagliano le spese in un settore che non può non ritenersi strategico - rileva Palamara, al temine di una riunione della Giunta esecutiva dell'Anm che oggi ha discusso dell'argomento - bisogna investire, tagliare le spese vuol dire aggravare un sistema che già funziona con grave difficoltà".
Il taglio di risorse per la giustizia, contro il quale la scorsa settimana il sindacato delle toghe, assieme all'Avvocatura e ai sindacati dei lavoratori del settore, aveva lanciato un appello, rischia di allontanare ancora l'obiettivo di rendere un buon servizio ai cittadini "con un processo - sottolinea Palamara - che si svolga in tempi ragionevoli come prevede il dettato costituzionale".
Per l'Anm, sono necessarie riforme rivolte "all'interesse del cittadino, senza incidere su provvedimenti che in realtà non determinano un miglioramento del servizio, quali il ddl sulle intercettazioni o le paventate riforme costituzionali, come quella del Csm o sulla separazione delle carriere". Sì, dunque, "all'efficienza del processo", aggiunge Palamara, ma netto 'no' alle riforme costituzionali.
Tornando sulla manovra, il presidente dell'Anm prende anche atto della modifica introdotta all'articolo 69, che incideva sugli scatti per le retribuzioni dei magistrati: "Il danno è stato evitato - conclude Palamara - ma la discussione sugli stipendi deve essere affrontata separatamente. Auspichiamo sempre la perequazione con le retribuzioni delle altre magistrature". Il 25 ottobre prossimo, in occasione della Giornata sulla giustizia civile, magistrati ed avvocati, ricorda Palamara, si riuniranno ancora per verificare l'evolversi della situazione e per valutare eventuali forme di protesta.
Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione