Nel mirino 'Il sol dell'avvenire' di Gianfranco Pannone. L'attuale ministro dei Beni culturali: "Ho dato direttive affinché venga impedito in futuro che lo Stato possa finanziare opere come questa"
Roma, 7 agosto 2008 - "Offende la memoria delle vittime" del terrorismo rosso. Il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi (nella foto) stronca il film-documentario sulle Brigate Rosse documentario ideato e realizzato da Giovanni Fasanella e dal regista Gianfranco Pannone. Di più: Bondi annuncia che il ministero, che ha contribuito alla realizzazione con uno stanziamento deciso dal ministero Rutelli nel settembre del 2006, non finanzierà più film come questo.
Dopo un colloquio con Giovanni Berardi dell'associazione delle vittime del terrorismo, "ho immediatamente visionato il film documentario" intitolato 'Il sol dell'avvenire' tratto da un libro di Giovanni Fasanella e Alberto Franceschini, e dedicato ad alcuni esponenti delle Brigate Rosse.
"Dopo aver visto il film, realizzato anche grazie ad un contributo del ministero dei Beni culturali (nel settembre 2006) - spiega infatti il successore di Rutelli - ho provato un senso di amarezza e di sconcerto per una ricostruzione che dà voce esclusivamente ai protagonisti di un'ideologia criminale che tante sofferenze ha provocato a tante famiglie, senza che dalle loro testimonianze emerga un solo segno di pentimento o almeno di consapevolezza critica delle proprie responsabilità".
Bondi spiega che "ciò che emerge, al contrario, è una giustificazione storico-politica, tutta interna alla storia della sinistra italiana, di un movimento terrorista, che ha continuato ad operare e a commettere omicidi efferati fino a pochi anni fa, debellato in parte solo grazie al sacrificio della magistratura e delle forze dell'ordine".
Secondo il ministro dei Beni culturali "un tale film, che rappresenta l'Italia alla 61° edizione del festival del cinema di Locarno, offende la memoria delle vittime del terrorismo. Posso assicurare- conclude- che, per quanto mi riguarda, ho già dato precise direttive affinché venga impedito in futuro che lo Stato possa finanziare opere che non solo non mostrano di possedere alcuna qualità culturale, ma che riaprono drammatiche ferite nella coscienza etica del nostro Paese".
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