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Rogge, l'uomo che punta solo al bronzo. Il colore della sua faccia

  

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Il conte Rogge è un medico ortopedico, un velista e un rugbista. Tre occupazioni che dovrebbero bastare a riempire la vita. Invece no. Purtroppo, dal 2001 il sessantaseienne belga fa anche il presidente del Cio, il Comitato Olimpico Internazionale, quello che non spende una parola per difendere i diritti umani calpestati in Cina, per il Tibet massacrato da una repressione feroce e disumana e in nome del business ha assegnato i Giochi al regime di Pechino. Il guaio è che Rogge sta al Cio come Blatter sta alla Fifa: il giorno in cui l'uno e l'altro si toglieranno dai piedi sarà sempre troppo tardi.

Lo conferma l'ultima sortita del capo dell sport mondiale a proposito di Usain Bolt. Anzichè genuflettersi di fronte all'uomo pià veloce della storia e ringraziarlo per avere salvato i Giochi insieme con Phelps, il conte lo stanga. Lo critica. Lo bacchetta perché dopo la finale dei 100 ha dimostrato che "deve ancora maturate. Dovrebbe mostrare più rispetto per i suoi avversari. Dovrebbe essere più nello spirito dell'ideale olimpico. Per noi, quell'atteggiamento non è da campione - annota Rogge , disgustato dai balletti e dai sorrisi di Usain - Non ho problemi se mette in piedi uno show, ma penso che dovrebbe mostrare più rispetto per i suoi avversari. Dovrebbe stringere mani e distribuire pacche sulle spalle dopo la gara, non fare gesti come quelli compiuti dopo i 100 metri".

Premesso che Rogge che parla degli ideali olimpici suscita conati di vomito, pensando al Tibet e a tutto il resto. Ricordato che ha stretto più mani Bolt ad avversari, spettatori, uscieri, giudici di gara, baristi in un'ora al Nido d'Uccello di quante non ne abbia strette Rogge in via sua, al presidente del Cio bisogna dire che di fronte a Bolt deve soltanto stare zitto. E anzichè gratificarlo di critiche tanto ridicole quanto assurde, farebbe bene a chiedere scusa a Usain. E già che c'è, ad inchinarsi alla memoria delle 153 vittime della tragedia aerea di Madrid. Il Cio ha vietato sia il minuto di silenzio sia la bandiera spagnola a mezz'asta nel villaggio olimpico sia il lutto al braccio. Le marciatrici e i velisti iberici se ne sono infischiati e hanno disputato le loro gare con un drappo nero. I secondi hanno pure vinto l'oro. Rogge al massimo può puntare al bronzo. Il colore della sua faccia.

di Xavier Jacobelli

  • 21/08/2008 13:17
    gianluca manuzzi
    l'articolo di Jacobelli sintetizza che cosa e' il Cio,ma purtroppo Rogge e' solo la punta dell'iceberg, il fantoccio che ci mette la faccia e dietro lui tutto si muove in nome del business.Fate in modo che Rogge legga questo articolo.Grazie e complimenti
  • 21/08/2008 15:54
    MARCO PD
    cARO XAVIER, VEDIAMO se invece tu hai il coraggio di pubblicare questo commento. Tu sei un giornalita sportivo e, come la stragrande maggioranza dei tuoi colleghi italiani, focalizzi la tua attenzione sul calcio; è sin troppo facile per me allinearti a quei generatori di stupidaggini tipo Cucci, Caressa, Piccinini, Marianella etc, etc... Chi invece viene da uno sport di altro lignaggio quale il rugby, non riesce a chiudere gli occhi di fronte alle buffonate post-corsa di bolt, pur riconoscendone gli enormi meriti sportivi. Una partita di rugby, anche di massimo livello, non finisce mai senza che i vittoriosi si complimentino con i vinti. Ma tu, a quel punto, avresti già archiviato il risultato girandoti dall'altra parte. non è colpa tua...non è nella tua cultura. Del resto non mi pubblicherai nemmeno. -----------------------------------
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