Già ci siamo fatti del male con la privatizzazione delle Autostrade; ci mancherebbe che ce ne facessimo dell’altro — e sarebbe molto di più — con quella delle Fs...
GIÀ ci siamo fatti del male con la privatizzazione delle Autostrade; ci mancherebbe che ce ne facessimo dell’altro — e sarebbe molto di più — con quella delle Fs. Storia passata la prima e storia per fortuna impossibile la seconda, comunque ben diverse dalla storia Alitalia. Le Autostrade funzionavano bene e avrebbero potuto restare nel patrimonio dello Stato (ad esempio, come la Stet holding delle telecomunicazioni) senza pesarvi. Le Ferrovie funzionano male e debbono essere rimesse in piedi con una cura da cavallo sul management; sono lontane dal livello della Germania, dell’Austria, della Svizzera, della Francia e della Spagna, con standard inadeguati per i treni ad alta velocità e imbarazzanti per quelli dei pendolari; e scontano forti disavanzi anche a causa delle tariffe giustamente ‘politiche’ per i convogli locali e, meno giustamente, al di sotto delle medie europee per quelli sulle lunghe tratte. Ma Fs oggi e Autostrade allora hanno (e avevano) la peculiarità di operare in regime di monopolio, come essenziale servizio pubblico per un Paese lungo e stretto, che non può (o non avrebbe dovuto) rinunciare al controllo della rete ferrata e dell’ossatura stradale dopo avere ignorato i duemila chilometri di vie marine e i pochi tragitti fluviali. L’avessero avuto, questo patrimonio, la Germania oppure perfino l’Austria o l’Ungheria (si guardi al Danubio) chissà che cosa avrebbero fatto.
E’ DUNQUE una bizzarria ipotizzare soluzioni per le Fs di stile-Alitalia. La compagnia non opera da anni in regime di monopolio e non è mai stata strategica per il Paese: né per i voli interni nè per quelli internazionali. I crociati della sua italianità hanno puntato sul prestigio e non sulla utilità per avversarne l’acquisizione dall’estero; come poi se la Svizzera e il Belgio si fossero strappati i capelli per la Swissair e la Sabena o se li strappi la Spagna che sta per cedere l’Iberia alla British. Teniamoci dunque ben strette le nostre Ferrovie, ammalate ma pur sempre nostre. Ed evitiamo che siano svendute al pari delle Autostrade e, tutto sommato, della stessa Alitalia. Senza dimenticare che in Francia e in Germania danno utili allo Stato; e soprattutto che in Inghilterra, Paese che le ha privatizzate, stanno pensando di fare marcia indietro.
di Paolo Francia
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