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Teniamoci ben strette le ferrovie

Già ci siamo fatti del male con la privatizzazione delle Autostrade; ci mancherebbe che ce ne facessimo dell’altro — e sarebbe molto di più — con quella delle Fs...

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Paolo Francia GIÀ ci siamo fatti del male con la privatizzazione delle Autostrade; ci mancherebbe che ce ne facessimo dell’altro — e sarebbe molto di più — con quella delle Fs. Storia passata la prima e storia per fortuna impossibile la seconda, comunque ben diverse dalla storia Alitalia. Le Autostrade funzionavano bene e avrebbero potuto restare nel patrimonio dello Stato (ad esempio, come la Stet holding delle telecomunicazioni) senza pesarvi. Le Ferrovie funzionano male e debbono essere rimesse in piedi con una cura da cavallo sul management; sono lontane dal livello della Germania, dell’Austria, della Svizzera, della Francia e della Spagna, con standard inadeguati per i treni ad alta velocità e imbarazzanti per quelli dei pendolari; e scontano forti disavanzi anche a causa delle tariffe giustamente ‘politiche’ per i convogli locali e, meno giustamente, al di sotto delle medie europee per quelli sulle lunghe tratte. Ma Fs oggi e Autostrade allora hanno (e avevano) la peculiarità di operare in regime di monopolio, come essenziale servizio pubblico per un Paese lungo e stretto, che non può (o non avrebbe dovuto) rinunciare al controllo della rete ferrata e dell’ossatura stradale dopo avere ignorato i duemila chilometri di vie marine e i pochi tragitti fluviali. L’avessero avuto, questo patrimonio, la Germania oppure perfino l’Austria o l’Ungheria (si guardi al Danubio) chissà che cosa avrebbero fatto.

E’ DUNQUE una bizzarria ipotizzare soluzioni per le Fs di stile-Alitalia. La compagnia non opera da anni in regime di monopolio e non è mai stata strategica per il Paese: né per i voli interni nè per quelli internazionali. I crociati della sua italianità hanno puntato sul prestigio e non sulla utilità per avversarne l’acquisizione dall’estero; come poi se la Svizzera e il Belgio si fossero strappati i capelli per la Swissair e la Sabena o se li strappi la Spagna che sta per cedere l’Iberia alla British. Teniamoci dunque ben strette le nostre Ferrovie, ammalate ma pur sempre nostre. Ed evitiamo che siano svendute al pari delle Autostrade e, tutto sommato, della stessa Alitalia. Senza dimenticare che in Francia e in Germania danno utili allo Stato; e soprattutto che in Inghilterra, Paese che le ha privatizzate, stanno pensando di fare marcia indietro.

 

di Paolo Francia

  • 28/08/2008 10:49
    ET
    E dai, vuoi mettere che sballo il tutor sull'alta velocità? ed ovviamente i velox per il traffico locale dei pendolari...
  • 28/08/2008 17:16
    Daniele
    Complimenti signor Paolo Francia, mi trovo del tutto d’accordo con il suo articolo diretto e concreto, oggi più che mai è veramente il caso di dire e scrivere teniamoci ben strette le Ferrovie Dello Stato.
  • 28/08/2008 17:27
    Andy
    Caro Francia condivido l’analisi del fallimento delle privatizzazioni..ma con qs.classe politica-imprenditoriale, ogni soluzione è destinata a fallire. Anche tornassimo ai vecchi monopoli si otterrebbero scarsi risultati. Quando lo stato e la politica hanno da tempo rinnegato il patto sociale di Hobbesiana memoria,in un crescendo di deresponsabilizzazione verso la collettività c'è poco da sperare...Quella che Lei giustamente chiama (analizzando i contenuti) "bizzaria" vedi il recente editoriale di Mazzuca ha un nome più semplice e si spiega con l'asservimento di certa stampa ai voleri del "Princeps".Ormai la parola d'ordine, è confondere omaggiando come positivo e geniale il mero clientelismo affaristico vestito da “salvezza” I cd. "capitani coraggiosi" tra qualche anno usciranno dal loro giocattolo realizzando notevoli plusvalenze e la comp. di bandiera diverrà un lontano ricordo, ma qualcuno potrà sempre dire di aver salvato Alitalia grazie alla disinformazione e memoria corta del popolo bue. Saluti
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