Il campione della Motogp si racconta, dai guai con il Fisco alla voglia di una famiglia. Poi lancia un appello ai giovani: "Ricordarsi sempre che la strada è diversa da una pista"
Misano (Rimini), 29 agosto 2008 - Sindaco di Tavullia per un giorno, presidente onorario della Agv. E’ sempre in primo piano Valentino Rossi, uno dei più ricercati personaggi del mondo dello sport. Eppure la sua fama è stata attaccata di recente da Bolt, vincitore a Pechino dei 100 e 200 metri con tanto di record mondiali.
Rossi si sente detronizzato? Il velocista giamaicano lo ha copiato?
Ride alla grande prima di rispondere in quest’intervista esclusiva al nostro giornale: «No, non credo che abbia copiato le mie esultanze. Io trovo che sia giusto che queste cose accadano perché quando uno si allena, si prepara a un’impresa del genere e si diverte nel gareggiare è giusto che liberi la sua soddisfazione. Chi invece è uscito dal seminato è stato il presidente del Cio che ha cercato di bloccare le iniziative di Bolt. Queste persone sono la rovina dello sport. Io mi sono sempre divertito ed ho sempre fatto quello che sentivo per comunicare la mia soddisfazione».
Quindi non c’è niente che accomuna Rossi a Bolt?
«Una cosa c’è. Come io sono riuscito a far avvicinare al mondo delle due ruote molte persone che non pensavano minimamente di seguire il campionato di moto, così le sue imprese serviranno ad avvicinare all’atletica molti giovani».
Qualcuno però ha voluto rimarcare che simili gesti sono una mancanza di rispetto nei confronti degli avversari.
«Perché dobbiamo vedere sempre dietrologie in quelle che sono solo esplosioni di gioia? Bolt si è pettinato prima di partire per scherzare sul fatto dell’aerodinamicità. E’ un gesto teatrale e non un voler infierire sugli avverseri. Così quando io ho fatto le mie sceneggiate, ho avuto e ho sempre grande rispetto dei miei avversari. Le mie gag sono sempre state fini a se stesse e così credo quelle di Bolt».
Valentino ha ritrovato la strada maestra dopo due anni bui e dopo la vicenda dei guai con il Fisco.
«Beh, devo dire che ci ho rimesso un sacco di soldi. Ma era necessario per ritrovare me stesso, per tornare a essere il Valentino che tutti conoscevano. Una cosa vorrei dire: che i soldi che ho dovuto versare al Fisco sono stati un investimento per tornare a vivere nel modo migliore. Aver ritrovato la tranquillità interiore è stato importante e lo si vede nelle gare di quest’anno».
Un futuro sempre più italiano e a Tavullia in particolare, visto che ti vogliono nominare sindaco anche se per un solo giorno.
«L’Italia mi mancava molto. Io volevo già rientrare nel 2005, ma i miei vecchi manager mi avevano sconsigliato di farlo. Devo dire che il polverone che è scoppiato, in fondo, è stato un bene. Mi ha permesso di tagliare i ponti con la vecchia gestione e così sono tornato il Valentino ‘tutto natura’ che è stato apprezzato a lungo. Devo dire che a Londra mi sono trovato benissimo, sono stati anni meravigliosi, ma nell’ultimo periodo mi mancava l’Italia. Il mio viaggio di ritorno ha avuto un costo molto salato (ride) ma sono felicissimo perché ho ritrovato la qualità della vita. Sono molto meno ricco, ma molto più felice e contento. Per tutta la vita a Tavullia? Questo non lo posso decidere oggi, certamente non mi allontanerò dalla zona».
Adesso che hai ritrovato il ‘tuo’ Valentino per quanto tempo ti vedremo su due ruote? Fino a battere il record di Agostini che tra l’altro ha dichiarato che fa il tifo per te?
«Questo è il mio mondo e spero di poterci rimanere più a lungo possibile. Per quanto riguarda il record io credo che, a parole, Ago dica di sperare che io riesca a raggiungerlo, ma in cuor suor faccia il tifo perché rimanga lui il recordman. Ma è naturale così. Penso di avere la possibilità di superare Ago per le gare vinte nella classe regina, mentre per le vittorie totali (122, ndr) sarà impossibile raggiungerlo».
E’ stata un’estate funestata da molti incidenti stradali. Manda un messaggio ai tanti giovani che circolano in moto.
«Volentieri. Ragazzi — afferma Valentino come se si trovasse di fronte a una platea dei suoi tifosi — è bello andare in moto, ma bisogna avere molta, ma molta attenzione. E’ pericolosissimo andare per strada senza essere concentrati sulla strada. Non ci sono spazi né vie di fuga ed è necessario prestare molta attenzione a come si muovono gli automobilisti, cercare di prevenire eventuali manovre che potrebbero metterci in crisi. Io vado spesso in moto, ma credetemi, ho sempre la massima attenzione a tutto ciò che si muove di fronte o di lato. E poi se volete provare a forzare la velocità, ragazzi, andate in pista».
Hai sempre dichiarato che i Rossi hanno la velocità nel Dna. Dopo tuo padre Graziano, Valentino e tuo fratello quando vedremo una serie di piccoli Rossi pronti a scedere in pista?
«E’ troppo presto. Confesso che mi piace pensare ad avere una famiglia mia. Prima di tutto, confesso che mi piacerebbe avere una femmina come prima figlia, poi se sarà maschio chiaramente appena starà in piedi lo metterò sopra una moto»..
Va bene, ma non hai risposto ai tempi per crearti una famiglia.
«Non prima di dieci anni, ma il problema vero non è tanto quello di avere figli, ma di trovare la donna giusta per mettere su famiglia. Non è un problema di poco conto».
Se incontrassi la professoressa che ti brontolava perché stavi sempre dietro alle moto, oggi cosa le diresti?
«So da amici comuni che si è arrabbiata moltissimo per questa mia dichiarazione. Io ho solo ricordato un fatto fine a se stesso. Incontrarla? Non ci tengo proprio».
Chiudiamo con la gara di domenica. Pensi di portare altri punti alla causa del Mondiale?
«Noi arriviamo da due gare fantastiche con le gomme che hanno perfettamente risposto alle nostre ambizioni. D’altra parte questo è il Gran Premio di casa e faremo di tutto per portare a casa una vittoria. In questo momento sono molto carico e credo che faremo bene».
L’avversario primo è sempre Stoner?
«Stoner, Stoner e ancora Stoner anche se qui a Misano non vedo male Pedrosa, Lorenzo e Dovisioso. Tutto dipenderà dal fatto se la Michelin sarà riuscita a portare una gomma valida per questo tracciato».
dall'inviato Piero Campani
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