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Passera: "Cruciali le prossime settimane
Senza accordo sindacale non si parte"

L'ad di Intesa San Paolo sulla newco: "Il progetto è appena iniziato e si dovrà passare attraverso le autorizzazioni dell'Antitrust e delle autorità europee"

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aerei alitalia Roma, 29 agosto 2008 - "Se non si riuscisse a trovare un accordo sindacale il progetto non partirebbe". Lo dice l'amministratore delegato di Intesa San Paolo, Corrado Passera, partecipando al Meeting di Comunione e liberazione. "Il progetto è appena iniziato - commenta l'ad a proposito della nuova Alitalia - e naturalmente si dovrà passare attraverso le autorizzazioni dell'Antitrust e delle autorità europee".

 

"Le prossime 4 o 5 settimane saranno cruciali per capire se va avanti" il progetto di salvataggio di Alitalia, dopo la costituzione della newco, ha aggiunto l'ad di Intesa Sanpaolo.Il governo garantirà il reddito dei lavoratori in esubero di Alitalia "per un periodo adeguatamente lungo", ha assicurato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi.

 

Intanto il sindaco di Milano, Letizia Moratti, si è detta disponibile a una riconfigurazione al ruolo di Linate in un sistema aeroportuale lombardo armonico. Per il sindaco bisogna abbandonare l'idea di una contrapposizione tra gli scali lombardi di Malpensa, Linate e quello di Fiumicino: "Sono due mercati diversi". La Moratti, inoltre, non ha escluso a priori la possibilità di ritirare il ricorso di Sea contro Alitalia da 1.,25 miliardi.

 

Alla domanda ha risposto: "Vedremo." Ma la Regione Lazio non permetterà il ridimensionamento di Fiumicino a favore di Malpensa. A garantirlo è il governatore Piero Marrazzo, che in una intervista dice: "Comincio a sentire odore di Alimalpensa. La Regione Lazio, insieme alla provincia di Roma e credo anche al Comune, tutelerà i lavoratori al fianco dei sindacati".

 

FINANCIAL TIMES

"Madonna! Un miracolo". Senza risparmiarsi le sue consuete ironie - quasi immancabili quando parla di business e politica in Italia - è però complessivamente positivo il commento con cui il Financial Times esamina la soluzione trovata per Alitalia, nella rubrica di approfondimento Lex Column. "Quantomeno la nuova Alitalia controllata dai privati dovrebbe essere in grado di tenere alla larga le interferenze politiche che l'hanno tormentata per così tanto tempo", si afferma.

 

"L'altro aspetto positivo - si legge - è nella nuova legge sui fallimenti, che renderà più facili le ristrutturazioni delle società italiane in dissesto. Questo non impedirà crisi future, per questo ci vorrebbe davvero un miracolo. Ma potrebbe rendere più semplice la loro gestione".

 

In ogni caso l'Ft coglie l'occasione per dipingere la vicenda con una serie di cliché e tinte non proprio 'lodevoli', tanto per cominciare intitolando l'articolo "Alitalia: così fan tutte". E poi ci ricama: "Cosa serviva: un vecchio miliardario pronto a mantenere una giovane amante - "sugar daddy", in inglese - una Commissione europea compiacente, una nuova legge sui fallimenti, un partner straniero, un calo dei prezzi del petrolio e tutto questo nello stesso istante. In breve un miracolo. Madonna! Anche se il premier Silvio Berlusconi aveva promesso proprio questo, all'ultimo minuto il destino di Alitalia resta appeso a un filo".

 

Comunque, ora "sulla carta la resurrezione di Alitalia è partita. Con due parentesi - precisa l'Ft - la fusione con Air One elimina un concorrente redditizio, e la risposta 'patriottica' degli imprenditori con un miliardo di fondi propri mostra la capacità del mercato italiano di fare equivoci: lo Stato si farà carico di 1,1 miliardi di debiti di Alitalia".

  • 29/08/2008 12:44
    inqbo
    da quel che ci ho capito prima ci liberavamo di debiti e delle poche cose attive e alitalia diventava francese. adesso ci teniamo i debiti, ci liberiamo delle poche cose attive e alitalia diventa di colaninno, passera e soci i quali ci dicono che così 'resta italiana'. dato che siamo tutti una cosa sola ( son felice) , doamni passo in piaggio a prendere uno scooter, e poi al sanpaolo per i soldi della benzina ? se siamo tutti italiani, ne saranno orgogliosi, no ? ....
  • 29/08/2008 14:10
    alien
    se ho ben capito e' stata creata una Bad Company per tutti i debiti dell'Alitalia, e una nuova Company che dovrebbe far rinascere la societa'e dare degli utlili ovviamente. Vorrei sapere: i debiti della bad Company li paghiamo noi italiani, come sempre, e i profitti li prende la famigerata cordata? spero di aver capito male, ma siccome siamo in italia, questo e altro.
  • 29/08/2008 16:26
    ivan
    la bad company andrà al fallimento con un intervento dello stato (cioè dei cittadini che pagano le tasse) per indennizzare gli azionisti. grazie berlusconi per il regalo che ci hai fatto in campagna elettorale... un po' come con l'ici.. che ha promesso di togliere e poi, accortosi del disastro che aveva fatto togliendo l'unica tassa federalista, ha deciso di rimettere sotto altro nome.
  • 29/08/2008 16:49
    cicciobaldo
    Il problema è che la nostra classe dirigente da sinistra a destra e viceversa NON è in grado di amministrare nemmeno un condominio di 4 (QUATTRO) famiglie: figuriamoci Alitalia! E poi BASTA co' sta storia della compagnia di bandiera. Politici vecchi e nuovi, sindacati (l'altra CASTA intoccabile, anzi intoccabilissima), giornalisti, opinionisti da strapazzo fino alle massaie hanno distrutto ogni cosa. Soluzione? Commissariamo l'Italia intera e stiamo zitti per i prossimi 25 anni! E per finire: Alitalia? TUTTI a CASA!
  • 29/08/2008 18:17
    nino
    ed io, contribuente italiano, pago...... la campagna elettorale di berlusconi e il saccheggio della salma della fallita compagnia di bandiera. questo è il volere di chi comanda grazie al voto degli italiani. Chi è causa del suo mal, pianga sè stesso.
  • Sono presenti 5 commenti
 

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