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IL PROCESSO AL 'RE DEL GOSSIP'

Vallettopoli, Fabrizio Corona in aula
"Ero spaccone, ora sono perseguitato"

La sua difesa ha chiesto la citazione di ottantasei testimoni, tra i quali Maria De Filippi, Bruno Vespa, Enrico Mentana. Il fotografo: "Quelle che loro considerano le vittime in realtà sono miei amici intimi"

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Fabrizio Corona durante il processo per 'Vallettopoli' (Foto Newpress) Milano, 10 ottobre 2008 - Si apre con un Fabrizio Corona inedito nel look e nell'atteggiamento il processo alla 'Vallettopoli' milanese. Il fotografo dei vip, accusato di estorsione e tentata estorsione ai danni di svariati protagonisti del mondo dello sport e dello spettacolo, si presenta in abito, camicia e cravatta, capello accorciato e occhiali, davanti ai giudici Lorella Trovato, Vincenzina Greco e Silvia Clerici.

 

Un'immagine lontana da quella del fotografo col codino, un po' trasandato e molto casual nel vestiario, al quale corrisponde anche, almeno a parole, una nuova fase esistenziale. "Mi sento un perseguitato - racconta ai cronisti fuori dall'aula - ma ho anche molta fiducia nella legge. Mi pento per essere stato, in passato, troppo spavaldo e spaccone. La mia vita è cambiata, è un casino e ora se vado in banca non mi aprono un conto, degli amici non mi è rimasto più nessuno".

 

Il timore del nuovo Corona è quello di "scaldarsi un pò troppo", quando comincerà il processo, davanti ai testimoni. Sono 86 i personaggi che ha 'invitato' in aula attraverso la lista dei testimoni preparata dai suoi legali nella quale compaiono, tra gli altri, Bruno Vespa, Enrico Mentana, Lapo Elkann e Maria De Filippi.

 

Il pm Frank Di Maio comincerà dalla prossima udienza, fissata per il 22 ottobre, a presentare i suoi testi, una trentina, tra i quali dovrebbero esserci direttori di giornali, Adriano Galliani, il calciatore Francesco Coco e alcuni dirigenti della Fiat.

 

I giudici hanno ammesso i testi chiesti dalla difesa di Corona bocciando però la sua richiesta di inutilizzabilità delle intercettazioni sulle quali si basa l'accusa. I legali di Corona sono comunque fiduciosi: "Riusciremo a dimostrare - hanno detto Giuseppe e Francesco Strano Tagliareni - che le fotografie erano un bene commerciale che poteva essere acquistato o ceduto, e legittimamente".










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