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LA TEMPESTA ECONOMICA

Confindustria: "Pil negativo nel 2009"
Tremonti: "Salveremo tutte le banche"
Bush: "Serve una risposta globale"

Emma Marcegaglia corregge le previsioni fatte a settembre: "Strascichi significativi della crisi sull'economia reale". Il ministro rassicura i risparmiatori italiani, poi a sorpresa spiega che l'Italia utilizzerà il suo turno alla presidenza del G8 per proporre una riforma complessiva dell'architettura finanziaria mondiale

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Emma Marcegaglia (foto Prisma) Assisi, 11 ottobre 2008 - Confindustria si appresta a rivedere pesantemente al ribasso le proprie stime per il 2009. Lo ha detto il Presidente di Confindustria Marcegaglia parlando con i giornalisti ad Assisi a margine di un convegno.

 

A suo avviso, "l'impatto dell'attuale crisi economica internazionale sarà quantificato a breve e gli strascichi sull'economia reale saranno significativi". E secondo gli studi di Confindustria "il Pil italiano del 2009 scenderà dello 0,5 per cento. Eravamo convinti che si sarebbe attestato ad un più 0,4 per cento, ma dobbiamo rivedere la previsione al ribasso". A metà settembre il Centro Studi Confindustria aveva stimato per il 2009 una crescita di 0,4 per cento dopo una lieve contrazione (0,1 per cento) per il 2008.
 

TREMONTI: "SALVEREMO TUTTE LE BANCHE"

"L'obiettivo del Governo italiano è salvare tutte le banche" e non soltanto quelle più importanti, perchè "o tutte sono sistemiche o viene fuori un caos sistemico". Così, al termine dei lavori del G7 ieri notte (ore italiane) a Washington, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, rassicura i risparmiatori italiani e non nasconde la sua soddisfazione per i risultati della riunione che ha messo a punto un "piano di azione" in cinque punti per riportare fiducia tra gli investitori.

In mattinata, l'inquilino di via XX settembre non aveva mancato di criticare la bozza di comunicato messa a punto dagli 'sherpà. La versione finale ufficializzata al termine della riunione lo trova però completamente d'accordo: "È diretto, efficace, non retorico e radicalmente diverso dal solito per rispondere a una situazione radicalmente diversa. Penso funzionerà. C'è una grossa differenza tra la prima bozza e questa", dice nel corso di una conferenza stampa.


Poi, l'annuncio a sorpresa: l'Italia utilizzerà il suo turno alla presidenza del G8 per proporre una riforma complessiva dell'architettura finanziaria mondiale, quella uscita da Bretton Woods. "Il lavoro è 'in progress'", afferma il ministro, "e presenteremo una bozza preliminare nelle riunioni del Fondo e del G20 di domani".

Con la convinzione "che si debba guardare al sistema del futuro" e tre principi guida: "se la crisi è globale le soluzioni non possono essere locali; se la crisi è nuova non si può risolvere con strumenti vecchi; se l'origine della crisi è stata finanziaria la risposta deve essere anche istituzionale".

 

Tremonti insiste quindi sulla necessità di riformare i sistemi contabili: "Gli Ias - sottolinea - sono stati forse un errore e Basilea 2 è morta, almeno questa è l'impressione. Tutte le banche fallite erano in regola con Basilea 2. Evidentemente -  sottolinea il ministro - c'è qualcosa che non va". E anche il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, ammette che molte cose non hanno funzionato. "Basilea 2 non è morta -  dice - ma ha bisogno di essere resuscitata in altre forme. La chiameremo Basilea 3". E anche sugli Ias, il sistema contabile internazionale, richiama la necessità che ci sia «coerenza tra Europa e Stati Uniti».


Anche il numero uno di Palazzo Koch lancia un messaggio rassicurante per i risparmiatori italiani. "In Europa nessuna istituzione viene lasciata sola", osserva. Cosa non avvenuta invece negli Usa, dove il fallimento di Lehman Brothers ha aperto la strada del panico sui mercati. E il decreto salvabanche approvato in settimana, aggiunge, "si muove in questa direzione".

 Per scriverlo, nota Tremonti, "abbiamo seguito lo schema del consenso europeo sul presupposto del coordinamento con gli altri Governi". Ogni nazione ha però specificità da rispettare: per questo non è possibile fissare d'imperio misure valide per tutti. "Ciascuno farà quello che deve fare sulla base di questo schema", sottolinea il ministro. Ora, aggiunge, «come dicevano i romani, primum vivere».

 

E il primo obiettivo, rileva Draghi, è far riacquistare ai mercati "fiducia nelle istituzioni finanziarie. Peraltro -  prosegue il governatore - l'andamento cedente delle Borse fa aumentare il 'leveragè e alimenta un circolo vizioso da interrompere. Questo è l'obiettivo del comunicato".

E questo è anche l'obiettivo che si erano prefissate le banche centrali decidendo martedì scorso il taglio concertato e simultaneo in tutto il mondo dei tassi di interesse. "La riduzione -  dice Draghi - era già prezzata dal mercato. Il messaggio viene soprattuto dal modo in cui è avvenuta". E Tremonti non si risparmia una battuta: "Essendo la via giusta, sarebbe allora il caso di andare avanti su quella via".










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