Approvata la mozione che introduce le "classi di inserimento". Fassino attacca: "Una proposta abietta". Il capogruppo del Carroccio: "Prevengono il razzismo e realizzano la vera integrazione"
Roma, 15 ottobre 2008 - Via libera alla Camera alla mozione della Lega in materia di accesso degli studenti stranieri alla scuola dell'obbligo. Dopo una lunga e accesa discussione il testo è stato approvato, ma prima ha subito una modifica: quelle che nella mozione originale venivano definite 'classi ponte' sono infatti state rinominate 'classi di inserimento'.
E' stato il vice capogruppo vicario del Pdl alla Camera, Italo Bocchino, a proporre di cambiare la denominazione per rendere più evidente l'obiettivo della proposta, ossia l'integrazione degli studenti. Una riformulazione che ha trovato d'accordo il capogruppo della Lega alla Camera, Roberto Cota, che tuttavia ha invitato a "non aver paura". Alla fine il governo ha riformulato il testo che ha così ottenuto il via libera del'Aula.
'Classi ponte' per gli studenti stranieri "che non superano le prove e i test" e che possono così "frequentare corsi di apprendimento delle lingua italiana". Un testo che è stato difeso dal capogruppo del Carroccio, Roberto Cota, ma che ha animato il dibattito nell'Aula di Montecitorio, con Piero Fassino che ha parlato di proposta "abietta".
Cota, intervenendo, ha respinto al mittente le accuse di razzismo. "Le classi ponte - ha dichiarato - prevengono il razzismo e puntano a realizzare una vera integrazione". Dura la replica di Piero Fassino del Pd. "In questo modo - ha dichiarato - si regredisce, si inserisce un elemento di discriminazione. Una discriminazione moralmente più abietta perché la si inserisce tra i bambini e i più piccoli". Nei banchi della maggioranza, tuttavia, c'è stato anche chi si è dissociato dalla mozione come i deputati del Pdl Nicolò Cristaldi e Mario Pepe.
Alessandra Mussolini, presidente della commissione bicamerale per l'Infanzia e segretario nazionale di Azione Sociale-Pdl, e la deputata Souad Sbai, dopo l'approvazione della mozione in materia di accesso degli studenti stranieri alla scuola dell'obbligo spiegano di "sentire il dovere di chiedere un incontro urgente, proprio sulla questione, con il ministro dell'Istruzione Gelmini".
"Pur consapevoli della problematicità dell'inserimento dovuto alla lingua ed alle diversità culturali degli studenti stranieri - prosegue Mussolini - riteniamo però fondamentale per una reale integrazione la possibilità di scambi di sapere. Chiediamo, quindi, di valutare con la dovuta attenzione la possibilità di creare 'classi di transizione' che - conclude - rischierebbero di dar luogo a diversità tra gli studenti suscettibili di trasformarli in cittadini socialmente diseguali".
Per Walter Veltroni la mozione approvata ieri alla Camera sulle classi differenziate per i figli di immigrati è "intollerabile". Intervistato da Corrado Augias a 'Le storie', il segretario del Pd ha ricordato come anche gli italiani siano stati un popolo di emigranti e non avrebbero accettato un trattamento simile per i loro figli, quindi ha sottolineato che "l'immigrazione clandestina è aumentata del 50%" nonostante gli annunci fatti dal governo perchè "le chiacchiere sono una cosa, la realtà è un'altra".
La Cgil respinge con forza la mozione della Lega che prevede la creazione di 'classi di inserimento' per i ragazzi extracomunitari nelle scuole pubbliche. Per il leader del sindacato, Guglielmo Epifani, si tratta di "un atto di inciviltà verso tutti i bambini, siano essi figli di immigrati o di italiani". "Una divisione così netta - dice Epifani - tra bambini che parlano l'italiano e coloro che non lo parlano ancora correttamente richiama gli aspetti bui dell'apartheid". Il leader della Cgil ritiene "questo atto non solo l'ennesima dimostrazione dell'intolleranza razziale che caratterizza la destra al governo, ma anche la conseguenza della devastazione contenuta nei provvedimenti sulla scuola: i tagli previsti dalla riforma Gelmini determinano, infatti, l'impossibilità di seguire adeguatamente tutti i bambini nelle loro specificità". Per Epifani "l'educazione interculturale rappresenta il profilo qualitativo della scuola moderna e ha bisogno di luoghi unitari di conoscenza e confronto e non di separazione".