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Raid in Siria, per gli Usa è "un successo"
Damasco: "Un'azione terroristica"

Otto vittime, per Washington sarebbe stato ucciso anche un importante 'reclutatore' di Al Qaeda. Il ministro degli esteri siriano da Londra: "Atto criminale e deliberato"

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Elicotteri Washington, 27 ottobre 2008 - A 24 ore dal raid condotto in territorio siriano al confine con l’Iraq, gli Stati Uniti hanno confermato l’operazione nella quale sono rimaste uccise otto persone e che Damasco ha bollato come «un’aggressione terroristica e criminale».


Una fonte americana ha rivelato che il raid è stato «un successo» nella lotta contro i militanti stranieri che combattono in Iraq, sottolineando come «quando si presenta un’opportunità importante, noi la cogliamo: è questo quello che gli americani aspettano, particolarmente quando si tratta di combattenti stranieri che entrano in Iraq e minacciano le nostre Forze armate».
Secondo fonti di Damasco quattro elicotteri dell’esercito degli Stati Uniti hanno attaccato ieri un edificio in costruzione nel villaggio di Sukkariyeh, provocando la morte di otto persone. Tra le vittime ci sono un adulto e i suoi quattro figli e una donna, ha precisato il governo di Damasco. I funerali dell otto vittime si sono svolti oggi.

SIRIA FURIOSA
“E’ stato un atto criminale, terroristico e deliberato”,
“roba da cowboy”: sono le parole pronunciate dal ministro degli Esteri siriano Walid al Muallim sul raid Usa in territorio siriano. Al Muallem, che ha parlato in conferenza stampa da Londra, ripreso in diretta da varie tv satellitari arabe, ha attaccato la politica americana affermando che “fino a quando gli Usa Uniti domineranno le Nazione Unite non ci sarà democrazia nel mondo”, e ha fatto appello ai paesi arabi perché “facciano sentire con forza la loro voce contro l’aggressione americana”.
Il ministro siriano ha avuto parole anche per il governo iracheno, dal territorio del quale è partito il raid aereo: “Mi domando - ha detto - se l’aggressione di ieri facesse parte del trattato di sicurezza tra Washington e Baghdad”, che deve ancora essere siglato tra Iraq e Usa.
Sollecitato dai giornalisti, al Muallem ha parlato delle elezioni presidenziali Usa affermando di augurarsi che “il popolo americano scelga un candidato che migliori l’immagine degli Stati Uniti nel mondo”.

 

 

USA: MISSIONE COMPIUTA
Secondo una fonte anonima di Washington,
le forze speciali americane cercavano un rifugio di combattenti stranieri legati ad al Qaida, che attraversano il confine in Siria per commettere attentati in Iraq.
E nel raid sarebbe stato ucciso un “importante” reclutatore di combattenti stranieri per l’Iraq.
Secondo questa fonte, l’uomo si chiamava Abu Ghadiya ed era “uno dei più importanti reclutatori di combattenti stranieri nella regione”. ”L’operazione è stata un successo. Crediamo che sia stato ucciso”, ha sottolineato.

 

 

FRANCIA E RUSSIA
La Francia ha chiesto che “sia fatta luce
” sul raid aereo di ieri. “Auspichiamo che sia fatta chiarezza sulle circostanze esatte” dell’operazione militare, ha dichiarato alla stampa il portavoce del ministero degli Esteri francese, Eric Chevallier, sottolineando l’importanza “del rispetto dell’integrità territoriale” degli Stati. Chevallier ha anche inviato un messaggio di condoglianze della Francia “alle famiglie delle vittime”.

Il ministero degli Esteri russo ha condannato l’attacco aereo statunitense contro un villaggio siriano, e ha lanciato un avvertimento sul rischio di un’escalation delle tensioni nella Regione. Il portavoce del ministero, Andrei Nesterenko, ha detto che il raid può compromettere la stabilità della zona. Sin dall’epoca dell’Unione Sovietica Mosca ha stretti rapporti politici e commerciali con Damasco.










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