Il presidente si era già sentito con nove leader mondiali, ma tra questi non c'era il premier italiano. Giornata di polemica sulla vicenda "abbronzato". E sul blog del NYT le scuse di migliaia di lettori. La lite con un giornalista
Bruxelles, 7 novembre 2008 - È terminata poco fa una lunga e molto cordiale telefonata tra il neo eletto Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ed il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Nel colloquio - si legge in una nota di Palazzo Chigi - è stato confermato lo stretto rapporto di amicizia e collaborazione fra i due Paesi anche in vista dell’imminente Presidenza italina del G8. Il Presidente Obama ha chiamato il Presidente del Consiglio al termine della sua prima conferenza stampa a Chicago.
Obama in precedenza aveva chiamato al telefono nove leader del mondo. Obama aveva parlato con il primo ministro australiano Kevin Rudd, il britannico Gordon Brown, il canadese Stephen Harper, l’israeliano Ehud Olmert, il giapponese Taro Aso, con la cancelliera tedesca Angela Merkel e con i presidenti Nicolas Sarkozy (Francia), Felipe Calderon (Messico) e Lee Myung-bak (Corea del Sud). Non quindi con il premier italiano Silvio Berlusconi. Ma questa sera è arrivata l'attesa telefonata.
E’ stato Obama a chiamare il Cavaliere, cercandolo tramite il centralino di Palazzo Chigi che lo ha subito messo in contatto con la residenza di Arcore dove il premier si era recato di ritorno dal vertice europeo straordinario di Bruxelles. La conversazione è cominciata con l’ausilio degli interpreti ma in diversi passaggi i due leader hanno parlato, senza mediazioni, in inglese.
Le polemiche italiane non hanno fatto mai capolino nel corso del colloquio che, invece, è entrato subito nel vivo con un riferimento ai prossimi impegni degli otto grandi. In particolare, Obama ha rimarcato il ruolo cruciale della presidenza Italiana del G8, quel consesso su cui ora poggiano le aspettative internazionali per dare adeguate risposte all’emergenza economica.
SILVIO LITIGA CON UN GIORNALISTA
Botta e risposta tra Berlusconi e un reporter Usa sulla "gaffe" del premier su Obama. Nel corso della conferenza stampa del vertice Ue, un giornalista dell’agenzia di stampa americana Bloomberg ha domandato al capo del governo italiano perchè non chiedesse scusa al presidente eletto, Barack Obama per le dichiarazioni fatte ieri da Mosca.
"Anche tu - ha risposto il premier - vedo che ti sei messo nella lista di quelli che ho detto ieri". Berlusconi aveva chiamato "imbecilli" i fautori della polemica. Ma "è una cosa offensiva", ha replicato il giornalista. "Per favore... per favore", ha risposto Berlusconi, cominciando a uscire dalla conferenza stampa, ormai alla fine. "Ma non dovrebbe forse chiedere scusa?", ha incalzato il giornalista. "Per favore... - ha replicato ancora il premier - ma chiedi scusa tu all’Italia". E poi, andando via, "non c’è più il senso del ridicolo", ha concluso.
"Uno statista non fa così", ha detto successivamente ai suoi colleghi. Scherer, corrispondente da Roma che segue regolarmente il premier, ha ricordato il significato per gli Stati Uniti dell’elezione del primo presidente afro-americano, come superamento delle divisioni razziali del paese. "Ho fatto la domanda -ha spiegato ai colleghi italiani- perchè le sue affermazioni hanno offeso tutti gli americani". Scherer ha comunque escluso di voler fare alcun passo formale, o di voler avanzare una vera e propria protesta.
DOPO LA GAFFE
Silvio Berlusconi non fa marcia indietro: altro che gaffe, "quello di ieri era un complimento". Il premier in partenza da Mosca per Bruxelles per il Consiglio europeo, è tornato sulle affermazione sul presidente Usa eletto, Barack Obama. "Ho letto i giornali, certo che sono ancora di buon umore...", ha commentato. Poi il presidente del Consiglio attacca: "Pensavamo che ci fossero tanti imbecilli in circolazione, quello che non immaginavamo è che fossero così imbecilli da autodichiararsi, autocertificarsi pubblicamente.Lo hanno fatto. Li conoscevanmo già, ma - ha concluso Berlusconi- non li pensavo così tanto imbecilli". Intanto stamamne il leader del Pd, Valter Veltroni, ha chiesto al premier di porgere immediatamente le sue scuse a Obama per la gaffe che ha screditato l'immagine internazionale dell'Italia.