Gli universitari chiedono il biglietto del treno a prezzo politico per partecipare alla manifestazione nella Capitale. Alla fine pagano Cgil e Prc
MILANO, 14 novembre 2008 - Alla fine sono partiti: oltre 500 studenti, fra universitari e (pochi) liceali, secondo gli organizzatori della trasferta anti-Gelmini, molti meno secondo altri. In realtà un calcolo sui soldi raccolti per il pagamento del treno charter messo molto faticosamente a disposizione da Trenitalia sembra confermare il primo dato: 8.000 euro versando 15 euro a testa.
Il convoglio straordinario è partito dalla Stazione Centrale poco dopo le 22 in una nube di fumogeni multicolori. Gli universitari milanesi saranno a Roma di prima mattina e punteranno sulla Sapienza. Poi, alle 9, saranno in manifestazione. In serata il rientro, tranne che per quelli che vorranno partecipare alle assemblee di domani e domenica.
Ma questo è solo l’epilogo di una giornata iniziata con una manifestazione davanti alla Prefettura e proseguita con un presidio all’interno della Stazione Centrale, durato dalle 3 del pomeriggio alla partenza del treno. Una manifestazione che non è arrivata a interessare direttamente i binari e il movimento dei treni, ma ha sicuramente sconvolto la vita della stazione e creato grandi disagi a migliaia di viaggiatori.
In mattinata una delegazione di tre studenti aveva consegnato al prefetto Gian Valerio Lombardi una lettera lamentando i «prezzi altissimi imposti da Trenitalia» e chiedendo una mediazione. Poi il corteo si è spostato in Centrale, dove gli studenti hanno preso posizione bloccando cinque ingressi ai binari, fronteggiati dalle forze dell’ordine. Per un quasi due ore tutto è filato come da copione, fra slogan («Tutti a Roma», «Questo viaggio lo paga la Gelmini») e striscioni, con qualche spazio anche per una “lezione all’aperto” tenuta da Moni Ovadia. Poi un paio di momenti di tensione: un accenno di tentativo di sfondamento dei cordoni, un contatto con i poliziotti in assetto antisommossa. L’attenzione era però tutta rivolta alle trattative in corso a quel punto alla Camera del Lavoro e alla raccolta di fondi organizzata dagli studenti. Alla fine l’accordo: per ora Trenitalia incassa 18 mila euro (8 mila degli studenti, 5 mila a testa da Camera del Lavoro e Rifondazione) ma resta da vedere se e come arrivare ai 32 mila previsti per un treno preso in affitto all’ultimo momento. Le trattative sono state condotte da sindacalisti ed esponenti della sinistra radicale. «Tutti, compreso il questore e il prefetto — ha detto il consigliere regionale del Prc, Luciano Mulhbaer — hanno cercato una soluzione. Gli unici rimasti sulle loro posizioni sono stati i dirigenti di Trenitalia».
di Giorgio Guiti