Bologna, 14 novembre 2008 - UNA SENTENZA che farà discutere, dopo avere portato a galla molte verità nascoste in uno degli episodi più controversi e vergognosi della nostra democrazia: l’irruzione e il pestaggio di gente inerme e pacifica alla scuola Diaz di Genova, durante il G8 del 2001. I vertici della polizia assolti, condannata la «manovalanza», ma a pene inferiori di un terzo rispetto a quelle chieste dalla pubblica accusa. A caldo pare un verdetto all’italiana, che non vuole minare la certezza delle istituzioni, che pure tanto vacillarono quella notte.
I fatti che si volevano nascondere o mistificare sono stati accertati: dal pestaggio alle false prove ai falsi verbali. Così come è chiaro lo scempio perpetrato ai danni della stessa democrazia e dei diritti della persona, sebbene in un clima caldissimo, di scontri e devastazioni per la città, poche ore dopo la morte di Carlo Giuliani. La verità è venuta a galla, le responsabilità molto meno e lasciano perplessi. Difficile credere che la base abbia agito di propria iniziativa, all’insaputa dei vertici, e che quindi in quella notte così fragile si sia spezzata la catena di comando, come invece lascia intendere la sentenza.
di Lorenzo Sani