Il ministro dell'Interno appoggia gli emendamenti della Lega anche se spiega: "La moratoria scatterebbe dopo il decreto flussi del 2008. Il Pd sulle ronde: "Idea inquietante, da Far West"
ROMA, 18 novembre 2008 - Sì allo stop di due anni per i flussi migratori ed alle ronde dei cittadini per il presidio del territorio. Dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, arriva un pieno appoggio a due contestati emendamenti presentati dalla Lega Nord al disegno di legge sulla sicurezza, che oggi sarà all’esame dell’Aula del Senato.
"Davanti alla crisi economica — spiega Maroni a proposito della moratoria per gli immigrati — ci preoccupiamo di salvaguardare le persone più deboli, compresi gli immigrati che potrebbero perdere il lavoro. Se un extracomunitario perde il lavoro non ha senso rispedirlo al suo Paese per poi aprire le frontiere e farne arrivare altri che, magari, non troveranno neppure lavoro".
L’eventuale moratoria scatterebbe comunque dopo il decreto flussi 2008, ormai messo a punto dai ministeri dell’Interno e del Welfare e che prevede l’ingresso di 170.000 lavoratori stranieri, di cui oltre 100.000 colf e badanti.
Sì del titolare del Viminale anche alle ronde proposte dal Carroccio.«Sarà una iniziativa gestita dai sindaci e utilizzata per il presidio del territorio a tutela dei cittadini. Si tratta, aggiunge, di un intervento "di buona volontà" e coloro che aderiranno avranno compiti specifici: "potranno richiedere, se necessario, l’intervento della polizia e prestare i primi soccorsi in caso di necessità. Sono, in sostanza, interventi di carattere umanitario".
Dura la replica del Pd. Quella delle ronde, dichiara il deputato Enrico Farinone, è "un’idea inquietante, da Far West".