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AGRICOLTURA / UE

Quote latte, aumento di oltre il 6% per l'Italia

Per tutti gli altri Paesi un incremento dell’1% all’anno, per un quinquennio. Il ministro Zaia: "Una vittoria straordinaria, tutte le proposte italiane, tranne il tabacco, sono state accolte"

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Bicchiere di latte (Ap /Lapresse) Bruxelles, 20 novembre 2008 - La maratona agricola si è conclusa oggi con due risultati positivi per l’Italia, accolti con soddisfazione e gratitudine sia per la Commissione che per la Presidenza di turno francese. Per le quote latte, c’è un aumento che va al di là del 6% richiesto fino a ieri dal ministro Luca Zaia, e da subito, mentre tutti gli altri Paesi avranno diritto ad un incremento dell’1% all’anno, per cinque anni.

 

Anche per il tabacco, che, come ricordava ieri Zaia, fino a un mese era escluso dalla trattativa sullo stato di salute della Politica agricola comune (Pac), si ottiene la proroga degli aiuti disaccoppiati dalla produzione, tenuto conto anche della difficile situazione economico-sociale dei Paesi coinvolti.

 

‘’E’ una vittoria straordinaria, tutte le proposte italiane, tranne il tabacco, sono state accolte. L’apporto della Commissione europea, ed in particolare della commissaria all’Agricoltura Mariann Fischer Boel, e del presidente del Consiglio Ue, il ministro francese Michel Barnier, e’ stato straordinario’’. Questa la prima reazione a caldo del ministro per le Politiche agricole e alimentari Luca Zaia.

 

Per il settore del tabacco, Fischer Boel ha rifiutato di rivedere le condizioni dell’accordo sulla riforma messo a punto dall’Ue nel 2004. La commissaria non ha voluto cioe’ prorogare dal 2010 al 2013 il sistema di aiuti Ue ai produttori europei attualmente in vigore. Cio’ non toglie che l’accordo raggiunto oggi dall’Ue preveda una nuova opportunita’, nell’ambito di una maggiore flessibilita’ sui fondi per lo sviluppo rurale, che potrebbe andare a beneficio delle piccolissime aziende, che decidano di intraprendere una ristrutturazione aziendale. A determinate condizioni infatti, possono ottenere un sostegno per tre anni, dal 2011 al 2013, che puo’ essere considerato un aiuto all’ettaro, ma che non deve eccedere i 4.500 euro il primo anno, 3.000 il secondo e 1.500 il terzo.










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